Salento

 

Alla scoperta del Salento – Il turismo sostenibile nella terra tra Jonio e Adriatico è una guida con indirizzi di parchi, ospitalità, enogastronomia e artigianato in linea con i valori di un turismo di lunga durata.

Calabria

Tra i Giganti della Sila

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Lorica © Camera di Commercio di Cosenza

Una regione tra le più selvagge e le meno esplorate – “ci si arriva per passaparola” – terra di transito nel centro del Mediterraneo, montagna tra lo Ionio e il Tirreno: è la Calabria. Fa parte di quell’Italia meridionale che venne chiamata dai romani Magna Grecia per la presenza delle numerose colonie elleniche. E ancora oggi in alcune zone si parla un dialetto che deriva dal greco. Oltre agli 800 km di coste, al dire il vero è da visitare per i siti archeologici, i luoghi dello spirito, le tradizioni, i musei, i borghi, i castelli, il cibo, i parchi e per fare attività all’aria aperta e scoprire la ricchezza di donne e uomini che eccellono per intelletto e per mestiere.

Una speciale riserva

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Riserva dei Giganti della Sila © Maddalena Stendardi

Un’oasi senz’altro unica al mondo, un luogo protetto per dei campioni di vetustà, bellezza e statura. Per raggiungerla, da Cosenza si percorre la Silana Crotonese, la strada statale 107 che congiunge il Tirreno cosentino con lo Ionio crotonese, fiancheggiata dai casali del destro e del manco (di destra e di sinistra), piccoli borghi dove un tempo vivevano carbonai e taglialegna che lavoravano nei boschi. Con l’esplosione di giallo delle ginestre in primavera e di colori caldi e solari durante il foliage delle faggete in autunno, il paesaggio aumenta la sua magia e richiama i viaggiatori che restano sedotti dalla sinfonia delle tinte della vegetazione. La destinazione finale è la Riserva FAI Giganti della Sila. Sembra di entrare in un gigantesco tempio sorretto da una sessantina di colonne: percorrendo i sentieri ben costruiti e sicuri, si ascolta il silenzio, quasi come essere in un luogo sacro, si percepisce il profumo della resina, come se fosse incenso, e si contemplano alberi straordinari, dai tronchi di due metri di circonferenza, slanciati verso il cielo fino a 45 metri. Visti dal basso si prova un senso di rispetto e di meraviglia. Sono i pini larici, ossia pini neri di varietà calabra, i cosiddetti “Giganti”: piantati nel Seicento dai baroni Mollo, vivono qui come patriarchi protetti e studiati. I tronchi del pino laricio in passato erano utilizzati per fabbricare navi, e la resina, prodotta in grande quantità, serviva come isolante e come combustibile per torce. 

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Riserva dei Giganti della Sila © Maddalena Stendardi

La Riserva è all’interno del Parco Nazionale della Sila, il cui nome deriva dal latino silva, dato che boschi e foreste coprono l’80% della superficie fin dall’antichità. Istituito nel 2002 e iscritto come riserva della biosfera nella rete dei siti UNESCO, è situato nel più grande altopiano d’Europa e si estende nel territorio di 19 comuni di tre province (Cosenza, Catanzaro e Crotone) per 73.695 ettari. Nel Parco oltre ai pini larici si trovano faggi, aceri montani, castagni, felci e ginestre. Da queste ultime si ricavava una fibra, simile al lino e alla canapa, che era utilizzata per tessere gli abiti dei pastori e per l’arredo fino alla seconda guerra mondiale, e ora è tornata allo studio perché sostenibile e potrebbe diventare il tessuto del futuro. 

L’area, ricca di cascate e fiumi, ha grandi laghi artificiali creati per produrre energia elettrica e acqua potabile e irrigua. Il Parco, facilmente praticabile a piedi, a cavallo e in bicicletta, è abitato da lupi, cinghiali, volpi, tassi, lontre, cervi, caprioli, scoiattoli. Tra gli uccelli sono i picchi, poiane, sparvieri, falchi pellegrini e nibbi reali, gufo reale, allocco e barbagianni. E proprio di recente è stato fatto un accordo tra Parco e Lipu per la tutela della biodiversità. 

Lo spirito di un grande uomo

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Abbazia Florense © Maddalena Stendardi

Un altro “gigante “ della Sila fu l’abate Gioacchino da Fiore. Nato nel 1130 a Celico, fondò l’Ordine Florense e ispirò la costruzione della duecentesca abbazia Florense, attorno alla quale sorse il borgo di San Giovanni in Fiore, il più antico centro abitato della Sila, diventato città nel 2023. Lo spirito profetico di Gioacchino fu citato anche da Dante Alighieri, che collocò l’abate nel Paradiso tra i sapienti (canto XII). L’abbazia florense emana una grande forza spirituale, pur essendo di semplice architettura e quasi umile. In stile romanico, ha una sola navata unica priva di decorazioni. L’abside ha una parete di fondo con sette aperture, forse riferibile alla teologia della Trinità di Gioacchino. L’altare è in stile barocco con una statua lignea di San Giovanni Battista. Alla sua destra una scalinata porta alla cripta con l’urna delle spoglie di Gioacchino da Fiore, mentre alla sinistra una teca custodisce il suo corpo ricostruito. In una piccola cappella laterale sono esposte litografie del Liber Figurarum, raccolta di teologia figurale simbolo del pensiero dell’Abate. Nelle sale dell’abbazia è situato il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti.

Maestri della tessitura e della gioielleria 

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Nel laboratorio di Domenico Caruso © Camera di Commercio di Cosenza

È molto piacevole passeggiare per San Giovanni in Fiore, tra le sue piccole strade e case, le botteghe artigianali, le chiese e il Museo Demologico dell’economia, del lavoro e della storia sociale silana. Le scuole per scalpellini, orafi e tessitori testimoniano la lunga tradizione di questi mestieri. Domenico Caruso, considerato “ il miglior tessitore d’Italia”, porta avanti da generazioni il suo lavoro: arazzi, tappeti, quadri, borse, coperte, tutti tessuti con fili tinti dai vegetali della Sila e con una immaginazione e bravura impressionante.

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Gioielleria Spadafora © Camera di Commercio di Cosenza

Così come, dalla fine del Settecento, la famiglia Spadafora crea gioielli e oggetti d’arte che raccontano storie. E non c’è da stupirsi se nella sua oreficeria i clienti attendono con pazienza il proprio turno per gli acquisti. Fiorgusto, antica bottega dove una rete di imprese locali propone le specialità silane, è la tappa più ghiotta: prodotti come caffè, salumi e formaggi, olio, liquori e la squisita pitta’mpigliata – dolce locale di frolla con uvetta, noci, mele, cannella – sono di qualità.

In canoa, a cavallo o con gli sci

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Lago Arvo © Maddalena Stendardi

La natura nella Sila è gentile e alleggerisce i pensieri. Lorica, località turistica che fa parte del comune di San Giovanni in Fiore, si affaccia sul lago Arvo con i suoi fiordi, circondato dai boschi di pino laricio: la quiete, l’aria fine, il panorama, fanno calmare la mente e scemare le parole, che spezzerebbero l’atmosfera. Sono molte le attività da fare qui nella bella stagione: un giro sul battello elettrico, accessibile a tutti, per conoscerne le sponde e le profondità e ammirare il paesaggio dal lago; oppure una pedalata sulle bike boat, per provare la sensazione di passeggiare sulle acque. Ma anche una pagaiata in canoa o kayak o una cavalcata lungo le rive. D’inverno si scia: il vicino comprensorio Lorica Ski ha quattro impianti di risalita che portano su 20 Km di piste blu, rosse e nere e 40 Km per lo sci di fondo. Poiché sui tutti nostri rilievi, anche a causa del cambiamento climatico, nevica meno rispetto agli anni passati, si ricorre spesso all’innevamento artificiale per mantenere le piste perfette per lo sci, ma questa pratica è insostenibile per l’enorme consumo di acqua ed energia. Inoltre, se la temperatura è alta, la neve non resiste. Per questo motivo, nel territorio silano si diversificando le attività outdoor: camminate con le ciaspole, trekking, cavalcate nella neve, mountain bike, sci di fondo….

Il sapore della natura

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Brillo Parlante © Maddalena Stendardi

Funghi, patate della Sila, caciocavallo silano da mucca podolica, fico dottato cosentino DOP… sono alcuni delle leccornie che si assaporano al Brillo Parlante, il ristorante in uno chalet in legno con vetrate che danno sul lago Arvo. Le verdure ricordano un sapore perduto, la carne alla brace è la specialità del locale. Ma tra le diverse proposte della carta, un piatto con salsiccia silana grigliata, caciocavallo silano alla piastra e patate mpacchiuse, ovvero appiccicate tra di loro e saltate con la cipolla, accompagnato da una buona birra artigianale prodotta in loco, è da leccarsi le dita! E per finire, le crocette, fichi secchi imbottiti con noce e buccia di arancia, e infornati, lasciano un dolce sapore in bocca senza appesantire.

Per attingere a piene mani da questo scenario che unisce sapori, profumi, vista e suoni, si può soggiornare al sostenibile Hotel Park 108: con vista su lago e montagne, un ristorante che attinge alla cucina locale, il centro benessere e la palestra, ha tutte le carte in regole per essere un piacevole luogo di riposo e di rigenerazione giorno dopo giorno nella natura della Sila. 

GREEN TIPS 

Evita di accendere fuochi

Getta i rifiuti nei luoghi idonei

Porta il tuo animale al guinzaglio

Non raccogliere nulla (rami, pigne, funghi, foglie…)

Rispetta il silenzio del bosco

CONSIGLI DI VIAGGIO 

Quando andare

Ogni stagione ha i suoi colori e le sue espressioni. Ma è importante sapere che la Riserva dei Giganti è aperta da aprile a novembre.

Come arrivare

Le stazioni di Paola, Lamezia Terme, Catanzaro e Crotone risultano i gangli principali dai quali successivamente ripartire per la Sila, in auto. rimane a oggi il mezzo per arrivare al Parco, alla Riserva, a Lorica e a san Giovanni in Fiore, nella speranza che venga ripristinata la ferrovia a scartamento ridotto Cosenza-San Giovanni in Fiore che offre scenari meravigliosi ed è il mezzo più sicure per raggiungere la montagna anche quando nevica, oltre a essere anche sostenibile come mezzo di spostamento. 

Cosa portare

Abbigliamento sportivo, calzature per camminare, cappello, occhiali e crema da sole, borraccia, zainetto con picnic e per conservare i rifiuti, macchina fotografica, quaderno per scrivere le proprie scoperte e impressioni, album e matite se piace disegnare. 

Siti web utili

visitcalabria.it 

Libri utili

Calabria EDT/Lonely Planet

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Un ringraziamento particolare va alla Camera di Commercio di Cosenza, che è molto attiva e si pone l’obiettivo di donare anche agli altri il privilegio di apprezzare il territorio locale.

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Giornalista e Photoeditor, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Vivo tra Milano e la campagna toscana.

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