Salento

 

Alla scoperta del Salento – Il turismo sostenibile nella terra tra Jonio e Adriatico è una guida con indirizzi di parchi, ospitalità, enogastronomia e artigianato in linea con i valori di un turismo di lunga durata.

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Il Mìstral soffia sui prossimi eventi della Provenza

 

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Calanque de Sormiou, nel Parco Nazionale delle Calanques © Livio Piatta/World Images

Terra di culture e tradizioni, già nel 600 a.C. fu colonizzata dai Greci che fondarono l’antica Massalia, uno dei primi porti dell’Europa occidentale, prosperando nel commercio del vino e delle spezie verso l’interno delle Gallie. Seguirono nei secoli successivi i Romani e i Saraceni con propri ordinamenti politici, tant’è che oggi la Provenza è considerata un modello culturale di civiltà integrata.

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Marsiglia: l’iscrizione sulla via del porto, dove fu fondata la città, sull’itinerario del GR anno 2013 © Livio Piatta/World Images

Luogo di confine tra il mare e la terraferma, ha esercitato per secoli il ruolo di “terra promessa” attorno alla quale, grazie agli scambi commerciali tra il nord e il sud dell’Europa, si sono insediate diverse influenze culturali, dando vita a varie comunità con la costituzione di precisi ordinamenti cittadini.

Tra queste Massalia, che in seguito prese il nome di Marsiglia, degna capitale della regione provenzale, sulla quale tutt’oggi è presente un’aria multicolore basata su equilibri sostanziali, dove la storia si fonde con presente, dando prova di futuro. In ogni quartiere o angolo della città si respira qualcosa di magico, architettura e cultura sono segni tangibili di un luogo che nel tempo ha saputo accogliere etnie diverse superando divisioni e stereotipi tra le popolazioni.

In questo modo negli ultimi anni la città ha saputo cogliere nuove opportunità di sviluppo con varie forme di turismo, assumendo i connotati di un modello multiculturale a misura d’uomo.

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La strada del Petit Puits, nel quartiere Panier a Marsiglia, sull’Itinerario del GR 2013 © Livio Piatta/World Images

Uno dei tanti esempi lo si trova nel quartiere antico del Panier, autentico Genius Loci della città. Lungo le vie strette che da Rue de Petits-Puit, dov’è nato Pierre Puget (1620) architetto, scultore e pittore, conducono fino a Place de la Charité che incrocia Rue des Pistoles, è un insieme di botteghe artigianali e ceramisti, che oggi si è ingentilito mantenendo vivo quel fascino autentico di melting pot che lo caratterizza. Dove gli sguardi furtivi degli abitanti dalle finestre o dalle porte socchiuse delle abitazioni contrastano con il sorriso dell’artigiano pescatore di coralli o il saluto del commerciante dall’aria semplice: sono segni di cambiamento, con una vocazione propensa all’accoglienza di un turismo che, quasi invadente, approda curioso di conoscere questo luogo autentico, dall’aria misteriosa.

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Pescatore di coralli (Anthozoa) nella sua gioielleria, nell’antico rione Panier a Marsiglia © Livio Piatta/World Images

È un misto di poesia e arte, tra piazzette e vicoli accesi da forme di street art, scalinate imperfette e botteghe dai profumi intensi, dove spicca il famoso sapone di Marsiglia e la birra Cagol, la più antica e conosciuta in città.

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La Cattedrale di Santa Maria Maggiore, in stile bizantino e le antiche mura della città, illuminate dal sole al tramonto.
A sinistra il Mucem (Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo) e il Cosquer © Livio Piatta/World Images

Appena più avanti le vie si aprono sull’elegante cattedrale di Santa Maria Maggiore dagli interni in stile neobizantino, che introduce all’antico porto con le mura di cinta fortificate sulle quali svetta la torre del Re René d’Angiò, il forte di Saint Jean da un lato e quello di San Nicola dall’altro.

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Notre Dame de la Garde © Livio Piatta/World Images

È uno dei tratti cittadini del GR 2013 Marseille-Provence, un itinerario a piedi lungo 365 km realizzato in occasione delle celebrazioni di Marsiglia, città Europea della Cultura di quell’anno. Ne percorro una parte al seguito di Alessandra e Camille e alcuni esponenti del turismo locale, che ci invitano a scoprire alcuni angoli della città: dal verde parco del Puget alla lunga scalinata verso la Cattedrale di Notre Dame de la Garde, eretta nel 1864 in stile neobizantino, protettrice dei marinai, che domina la città dall’alto, laddove dapprima vi era costruita una cappella del XII secolo.

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Marsiglia © Livio Piatta/World Images

L’itinerario prosegue toccando i diversi quartieri ridisegnati della città, tra “vicoli che parlano”, “giardini colorati” e nuovi edifici disegnati dalle archistar più famose per panorama mondiale: dal Mucem di Rudy Ricciotti al Frac di Kengo Kuma al nuovissimo grattacielo La Marseillaise di Jean Nouvel, è un susseguirsi di opere moderne e grandi interventi di riqualificazione del patrimonio industriale marsigliese.

Un itinerario nell’itinerario potrei dire, che continua leggero a misura di sport fino alle propaggini dei massici montuosi. Un lusso per una città che oggi ha l’occasione di presentarsi in gran spolvero per le prossimi Olimpiadi di Parigi del 2024.

Sport e competizione sul Mediterraneo

Olimpiadi? Sì, alcuni eventi delle competizioni olimpiche si terranno proprio qui tra le Calanques e il Mediterraneo nel cuore della Provenza più autentica. Un modo di unire la Grandeur. Nuovi progetti e nuovi investimenti a misura d’uomo sono oggi all’avanguardia per dare numerose opportunità a tutta la regione, con sostenibilità.

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Ciclisti sulla cima della montagna nel Parco Naturale Regionale di Sainte Baume © Livio Piatta/World Images

La fitta rete di percorsi per la mountain bike tra le montagne dell’Aubagne, dell’Étoile e della Sainte Baume, tra salite e discese mozzafiato, realizzati in collaborazione con Rossignol, azienda leader nel settore sportivo, disponibili sull’applicazione On piste, è un susseguirsi di vallate e spettacolari punti panoramici come la cima Cruvelier a 575 metri, su cui poggia un’antica torre di avvistamento dalla quale si può vedere fino al mare.

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I ciclisti riposano nell’antica casa dei pastori, nel Parco Naturale Regionale Sainte Baume © Livio Piatta/World Images

Tutt’intorno, foreste a quercete e picchi rocciosi sui quali nidificano gli ultimi esemplari di aquila del Bonelli (aquila fasciata), da tempo oggetto di tutela e protezione a discapito di quei climbers che talvolta si cimentano sulle pareti del massiccio della Sainte Baume. È maestosa mentre volteggia nel cielo con i suoi 180 cm di apertura alare. Ma chi si cura di questo rapace in via d’estinzione? Un team di biologi da anni osserva gli spostamenti e le riproduzioni fin sulle Calanques seguendo un progetto di studio e ripopolamento della specie molto importante per gli equilibri naturali.

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Fiore di Veronica persica nel Parco Naturale Regionale Sainte Baume © Livio Piatta/World Images

Tra una curva e l’altra, fiori di Veronica persica (Veronica persica) adornano i boschi e le radure ad arbusti della garrigue dalla quale viene estratto la semente per i conosciuti profumi provenzali e il miele.

E che dire dei prelibati prodotti Cugeois, che prendono il nome dalla località Cuges-les-Pins, come il formaggio di capra DOP dall’intenso profumo di erbe e piante spontanee o lo sciroppo BIO dell’azienda Lèzard, che conduce le greggi in questi luoghi selvaggi? Prodotti frutto di genuinità di quest’angolo della Provenza che come altri ci riconducono alla purezza della natura, beneficiando di una filiera che aiuta l’uomo a mantenere vivo il territorio nelle forme più varie. Dalla terra alla tavola, e Gwenaelle Jonveaux, che ci ospita nel suo rifugio Brigou, lo conferma con un sorriso!

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Formaggio di capra degli alpeggi del Parco Naturale Regionale Sainte Baume © Livio Piatta/World Images

Ma è l’ora dello svago e alcuni progetti sportivi, pronti per essere lanciati sul mercato turistico, sono sul tavolo dalla commissione di eventi coordinata dal Dipartimento Bouches-du-Rhone, Provence Tourisme e Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia.

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Itinerario in kajak intorno alla Calanque di Mugel © Livio Piatta/World Images

Ecco il kajak che trova spazio soprattutto nelle iniziative proposte da Expenature lungo i fiordi delle Calanques del Mugel fino a Figuerolles e d’En Vau. A pelo d’acqua con Annick e la guida affrontiamo il mare aperto color smeraldo, di fronte a La Ciotat, dove i fratelli Lumière nel 1889 hanno girato il loro primo cortometraggio L’arrivée d’un train en gare de La Ciotat. In seguito la città è diventata una importante base di cantieristica navale. Cullati dalle onde e al ritmo delle pagaie, con la disinvoltura di canoisti affermati, fendiamo l’acqua alla scoperta degli angoli nascosti delle Calanque del Mugel sotto lo sguardo vigile del Bec de l’Aigle, un promontorio roccioso color porpora posto a sentinella all’ingresso della baia considerata “la porta delle Calanques”.

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Itinerario in kajak intorno alla Calanque di Mugel. Di fronte allo scoglio chiamato Bec de l’Aigle © Livio Piatta/World Images

Più in là Figuerolles, dove “il mare di calcare bianco” si sviluppa in tutta la sua bellezza al cospetto del Mediterraneo tra Cassis e Marsiglia, tanto da essere tutelato dal Parco Nazionale delle Calanques.

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Il cinema Lumiere in Rue Michel Simon © Livio Piatta/World Images

Ma La Ciotat è conosciuta soprattutto per la Pétanque, antico gioco delle bocce che, già praticato da Romani, Galli e Greci, riprende il suo slancio nel 1910. In quell’anno, nel corso di una competizione sociale, un amico propose a Jules Renoir, storico giocatore affetto da reumatismi, di giocare le bocce a ped tanco (termine provenzale), cioè rimanendo ancorato con i piedi al terreno.

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Il centro del Boulodrome Jules Le Noir dove è nato il gioco delle bocce © Livio Piatta/World Images

Divenuto simbolo della vita sociale della regione, nei giardini dei bar, nelle piazze all’ombra dei platani o nei boulodrome, i giocatori della Pétanque si fronteggiano al pomeriggio in modo animato al grido di “Tiri o bocci”? La risposta migliore fa seguito al lancio della boccia d’acciaio, allontanando di fatto quella dell’avversario cercando di colpire il boccino colorato sul campo da gioco in terra battuta. La misura tra le bocce più vicine al boccino, effettuata da un arbitro designato, accende gli animi della competizione, che viene condivisa però da una sana amicizia tra i contendenti, sorseggiando un buon Pastis, tipico liquore provenzale.

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L’arbitro e il giocatore di bocce misurano la distanza più vicina della boccia al punto rosso, nel Boulodrome Jules Le Noir ©Livio Piatta/World Images

Gérard Scarsi – autore del libro Boule qui roule…n’engendre point la mèlancolie – insieme a Claude, tra storie e aneddoti dà prova di abilità e precisione con le bocce di metallo al famoso Boulodrome Jules Lenoir, antico bocciodromo dove nacque il gioco della Pétanque. Sport nazionale di rilievo nella società francese, oggi è oggetto di attenzione, “tanto da essere proposto dalla Confederation Mondiale des Sport de Boules come nuova disciplina per le Olimpiadi di Parigi, che si terranno nel 2024”, come dice Claude.

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Gli alpinisti controllano la mappa della Calanque Sormiou, nel Parco Nazionale delle Calanques © Livio Piatta/World Images

Con Cassis, un vero gioiello di architettura, le Calanques invitano all’avventura. Da un fiordo all’altro fino a Marsiglia, numerosi sono gli itinerari anche di più giorni per scoprire questo mare di calcare biancoverde.

La Calanque di Sormiou con falesie a strapiombo sul mare in una natura incontaminata, riserva trekking per i più forti di cuore. Guillaume, guida alpina che qui è di casa, accompagna i più esperti lungo un nuovo itinerario con prove di abilità su terreni esposti con salite e discese assicurati in corda doppia; o in grotte naturali in un unicum di emozioni a prova del climber più esperto.

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Guida alpina e alpinisti lanciano la corda per scendere le rocce (falesie) a picco sul mare lungo il sentiero per la Calanque de Sormiou, nel Parco Nazionale delle Calanques © Livio Piatta/World Images

Con il corpo avvolto dalle folate di Mistral, mi spingo fino al prossimo appiglio sospeso nel vuoto sopra l’acqua del mare. Un brivido di freddo in una calda giornata d’improvviso percorre la schiena, mentre la mente si libera di ogni problema. Wow… ci siamo! È l’orgasmo dell’alpinista… che sale smisurato fino alla prossima avventura!

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Gli alpinisti scalano la roccia (Falesie) nel Parco Nazionale delle Calanques © Livio Piatta/World Images

Una nuova competizione olimpica tra terra e mare? O semplicemente un modo per godersi attimi di felicità a pelo d’acqua? A voi la risposta… dopo aver provato!

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Windsurf nella laguna di Jaï © Livio Piatta/World Images

Così il surf: divertente, estroverso, determinato! La laguna Jaï a Marignane è luogo di meditazione e di ebbrezza. Il surfista lo sa. Ogni giorno in trepidante attesa aspetta il momento opportuno per giocare con il vento, per cullarsi sulle onde in una sorta di mantra interiore difficile da decifrare.

Le tavole sono pronte. I ragazzi pure. Da nord ovest si alza una folata di quel vento tanto caro a Frederic Mistral (1830-1914), il celebre scrittore e poeta di queste parti, premio Nobel nel 1904 per la letteratura, che contribuì alla diffusione del “provenzale” quale “prima lingua letteraria dell’Europa civilizzata” e ne descrisse le gesta in vari poemi. Sono le 13 di un pomeriggio assolato. L’attesa infinita si scioglie davanti agli occhi puntati nella baia. “Arriva!!!”, grida Marcel, e subito il brivido sale. Si tuffano muniti di muta con tavole e vele cavalcando le onde e il vento alla ricerca della perfezione: un mix di equilibrio, velocità e adrenalina degno dei migliori surfisti nell’epico Point Break!

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Windsurf sulla laguna di Jai, nel Mediterraneo © Livio Piatta/World Images

Luogo unico e imperdibile della Bouches du Rhone, il Jaï di Marignane è un anfiteatro naturale riservato agli amanti del brivido dove il protagonista è sempre lui: quel Mistral che soffia in media per oltre 250 giorni l’anno, e costantemente nelle giornate assolate fino a 120 km/h. Il resto è uno spettacolo di colori e contrasti tra i più belli al mondo.

“Giocare sull’acqua sfrecciando a mille in cerca dell’equilibrio perfetto con le onde e il vento è una sfida da provare assolutamente” dice Mark, la guida che introduce l’evento.

Le Olimpiadi 2024 sono alle porte e noi siamo pronti. Il Mistral pure!

PERCHÉ È SOSTENIBILE

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Bici nel Parco Naturale Regionale di Sainte Baume © Livio Piatta/World Images

Siamo nella natura nel Parco Nazionale delle Calanques, un monumento alla natura terrestre e marina. Gli itinerari e gli sport indicati sono sostenibili e sono raggiungibili da mezzi di trasporto quali treni, bus e bicicletta.

Itinerari consigliati:

– Itinerario escursione in bike o electro-bike sulle montagne dell’Aubagne, dell’Étoile e Saint Baume.

– Itinerario a piedi sul tracciato del GR 2013 con 365 km a piedi lungo le vie della città di Marsiglia, tra architettura, cultura e natura, e della periferia.

– Escursione in kajak lungo i calanchi del Mugel a La Ciotat con Expenature, leader nel settore degli itinerari in canoa e kajak.

– Introduzione all’attività del windsurf alla laguna del Jaï di Marignane, luogo idilliaco della regione Bouches-du-Rhone (www.tourisme-marignane.com)

– Escursione a piedi di giornata (trekking) accompagnati da guida alpina nel Parco Naturale Regionale delle Calanques, con attività e assistenza nella formazione di climber sulle falesie vista mare e passaggi in grotta (www.marseille-tourisme.com)

CONSIGLI DI VIAGGIO

Prima della partenza della vacanza ti consiglio di informarti sui luoghi da frequentare. Evita di lasciare incustoditi oggetti e bagagli.

Quando andare

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Pescatori nel porto di Marsiglia © Livio Piatta/World Images

Potendo scegliere, settembre/ottobre e maggio/giugno sono i mesi migliori per andare nelle Calanques. Marsiglia è gradevole tutto l’anno.

Come arrivare

Dall’Italia consiglio mezzi pubblici consapevoli di vivere il viaggio rilassati. Da Milano e da Roma si arriva a Marsiglia in aereo, auto, bus o treno. Segue poi il trasferimento in auto o van/bus a noleggio per Aubagne, La Ciotat, Cassis e Marignane, i luoghi per le attività sportive e di svago.

Da Milano in auto si prende l’autostrada via Genova – Ventimiglia, Nizza, Marsiglia.

thetrainline.com

flixbus.it

airfrance.it

skyscanner.it

Cosa portare

Ti consiglio di avere con te indumenti e strumenti adatti all’attività che vuoi intraprendere (scarponcini da trekking, imbrago, casco e corda), ma soprattutto cibo, integratori salini, borraccia con acqua, abbigliamento di cambio.

GREEN TIPS

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Gli alpinisti scendono con la corda nella grotta di Sormiou, nel Parco Nazionale delle Calanques © Livio Piatta/World Images

Informati con scrupolo ogni volta sulle previsioni meteo nelle aree che vuoi frequentare, soprattutto laddove vuoi fare lunghi percorsi e sport sia a terra sia in mare.

Ricorda il rispetto per l’ambiente: è una regola per ognuno di noi in ogni dove. Il buon comportamento ci renderà più sereni e comunque consapevoli del pianeta che ci sta intorno.

Evita di asportare pietre, sabbia, oggetti vari dal territorio. È reato perseguibile per legge nel paese in cui sei ospite per la vacanza.

È tassativamente obbligatorio riportare al proprio domicilio i rifiuti di uso e consumo.

RINGRAZIAMENTI

Hanno finanziato e organizzato l’accoglienza del fotografo Livio Piatta, autore di questo articolo:

Camera Di Commercio Italiana Per La Francia Di Marsiglia (www.ccif-marseille.com) 

Conseil Departemental Des Bouches-Du-Rhone (www.departement13.fr)

Provence Tourisme (www.myprovence.fr)

 

 

 

 

 

 

Fotografo professionista, vive in Valtellina con le Alpi nel cuore e il coraggio a portata di mano. Diplomato in Fotografia naturalistica e scientifica allo I. E. D. di Milano, fin da giovane ha sviluppato la passione per la natura e l'alpinismo con numerose ascensioni nelle Alpi ed in Sud America. Viaggiatore ed esploratore instancabile ha percorso in lungo e in largo numerosi itinerari dalle Alpi agli Appennini alle Ande, dagli antipodi dell'Artico all'Antartide, documentando per immagini il paesaggio nelle forme più insolite. Collabora da anni con testate editoriali tra Ie quali Meridiani Montagne e canali televisivi nazionali ed internazionali tra cui Rai 3, Canale 5 e TV Svizzera. Editore in proprio con la casa editrice World Images edizioni, ha pubblicato numerosi volumi dedicato alla cultura e la natura delle Alpi e del Sud America.

2 Comments

  • lucia.polinelli@gmail.com'
    Lucia polinelli

    Buonasera ho visto il servizio dedicato alla Provenza di Livio Piatta.
    MOLTO INTERESSANTE . Vorrei effettuare il trekking delle calanques. Da marsiglia a CASSIS. Siamo in 3 persone QUAL E’ IL PERIODO PIÙ adatto?
    Grazie per la vostra disponibilità .

    • Maddalena Stendardi

      Ciao Lucia, ci fa piacere che ti sia piaciuto il servizio. Il momento migliore per fare trekking sulle Calanques (e in generale), sono la primavera e l’autunno, per evitare il troppo caldo dell’estate e il vento gelido dell’inverno.
      In bocca al lupo per la tua avventura!

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