Salento

 

Alla scoperta del Salento – Il turismo sostenibile nella terra tra Jonio e Adriatico è una guida con indirizzi di parchi, ospitalità, enogastronomia e artigianato in linea con i valori di un turismo di lunga durata.

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Effetto Benidorm

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Era un villaggio di pescatori di tonno adagiato sulla Costa Blanca in Spagna, baciato dal sole per la maggior parte dell’anno, con un ideale microclima dovuto alla protezione delle montagne alle spalle e favorito dal Mar Mediterraneo.

Attirati da queste condizioni eccezionali, arrivarono i primi turisti dal nord Europa a metà degli anni Cinquanta che si unirono a quelli nazionali, e Benidorm decise di diventare una delle prime destinazioni turistiche.

Il propulsore del Piano Generale del 1956, che configurava la località come la conosciamo oggi, fu il sindaco Pedro Zaragoza Orts. Non fu facile, ma lui era un visionario. E per ricordare gli sforzi e il successo raggiunto, nella fontana che si trova alla fine del Parque de Elche, è scolpita su pietra la frase De ilusion tambien se vive. Anche l’illusione vive.

Ora Benidorm è la prima Smart Tourist Destination certificata nel mondo.

Modello verticale

Quando giungo a Benidorm, comune della provincia di Alicante che appartiene alla comunità autonoma di Valencia, appaiono di punto in bianco giganti che si profilano sulla costa.

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Espansione verso il cielo

Lo skyline ricorda quello di New York, denso di abitazioni (per la verità moltissimi sono quelli a uso turistico) che puntano al cielo, ma qui sono tutte con vista mare e non chiuse una dietro l’altra.

Dal 14° piano della mia stanza al Belroy Hotel, situato tra Playa de Levante e Playa de Poniente in Avenida del Mediterraneo, guardo incantata la foresta di pietra sull’acqua. Che contrasto pazzesco! E sono ancora più curiosa di prima di scoprire questa località.

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Dalla stanza dell’Hotel Belroy a Benidorm © Maddalena Stendardi

Il modello alta densità-basso impatto, anche se vi è chi afferma che un alto grado di concentrazione spaziale sia molto più dannoso, sembra ridurre molti dei consumi energetici e, soprattutto, la percentuale di occupazione del suolo.

La regola a Benidorm per quanto riguarda l’edilizia è 30% di territorio costruito e 70% libero, ma varia a seconda del lotto. Sta di fatto che il dato percentuale di superficie di copertura verde rispetto al totale del comune è del 32,16%: in ogni caso è superiore al 20% raccomandato da diverse istituzioni ambientali.

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Veduta dal 14° piano Hotel Belroy – Benidorm

I marciapiedi e i viali tra gli edifici creano spazio. Nelle strade ampie dove i veicoli hanno il limite di velocità che va dai 10 ai 30 km/h e i pedoni hanno sempre la precedenza. Una città dove il traffico è tranquillo, ordinato e silenzioso.

Le piste ciclabili sono estese e in alcune zone sono collocate tra le due corsie di marcia, così che i ciclisti sono più facilmente avvistabili dagli altri veicoli. Ma tutto in città si raggiunge molto facilmente a piedi.

A fare da contraltare a tanto modernità è il nucleo più vecchio di Benidorm, El Casco Antiguo, con case basse e strade strette e pulite, sulle quali si trovano negozi di vari generi. Da vedere sono Plaza de la Señoria, Plaza de San Jaime, dove si trova l’omonima chiesa neoclassica (1740-1780), Plaza del Castell con i resti di una piccola fortezza risalente al tardo medioevo.

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Il balcone del Mediterraneo

Dulcis in fundo, scendendo una breve scalinata, si arriva al Mirador del Castillo, il Balcone del Mediterraneo che sporge sul mare, da dove si godono vedute indimenticabili, il porto con i suoi ristorantini e il punto di noleggio delle barche.

Il castello romano

Ora è un luogo di veduta panoramica ampio, spettacolare e accessibile a tutti. Il castello del Tossal, antico abitato iberico sviluppato attorno al III secolo a.C. a breve distanza dall’attuale centro cittadino, del quale oggi si vedono i resti archeologici, chiudeva la Playa del Poniente. Faceva parte della rete difensiva sul promontorio della costa nord di Alicante costruita nel 77 a.C. dal romano Quinto Sertorio per monitorare il passaggio delle navi della fazione opposta, nel contesto delle prime guerre civili romane.

Luce, natura e sport

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Una cala di Benidorm

La giornata è luminosa, il cielo è terso, avverto benessere passeggiando sia lungo il mare sia in città. Mi guardo intorno e vedo giovani e anziani in t-shirt e pantaloni corti nonostante l’autunno avanzato. Chi mangia e beve nei numerosi locali, passeggia e chiacchiera sul lungomare, prende il sole in spiaggia e puccia i piedi in acqua, si incontra con amici e coltiva le relazioni sociali, fondamentali anche per vivere bene. Anche d’inverno Benidorm è un posto adatto a praticare più varietà di sport: beach volley, diving, golf, arrampicata, ciclismo e nordic walking, oltre a salutari passeggiate e jogging sul lungomare e sulla spiaggia.

Parco Sierra Helada

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Panorama dal Parco Sierra Helada © Maddalena Stendardi

Con scogliere alte 300 metri e un’estensione di oltre 5.600 ettari, di cui 4.920 costituiti da una zona marittima, il Parco Naturale della Sierra Helada è diventato nel 2005 il parco “terra-mare” più importante della Regione Valenciana. Ha un enorme valore ecologico e ambientale e un ricco patrimonio storico e culturale, offrendo uno scorcio della storia geologica di 150 milioni di anni del nostro pianeta. Rare dune fossili sono ammassate ai piedi delle scogliere. Queste formazioni, formatesi più di 100.000 anni fa quando il livello del mare era più basso di quello attuale, sono tra le più importanti al mondo sia per volume di sabbia accumulata che per altezza. Passeggiando nel Parco vedo segnalati itinerari per bikers e trekkers con diversi gradi di difficoltà, grazie ai quali si gode di aria buona, bellezza e incontri con persone che praticano sport. Dal suo punto più alto c’è una eccezionale panoramica sul golfo.

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La croce al Parco Sierra Helada © Maddalena Stendardi

Una curiosità: Benidorm è il primo posto in Spagna dove le donne poterono usare il bikini (siamo nel 1961). Gli abitanti, per redimere la città dalla frivola reputazione, portarono una grande croce sulle spalle dalla chiesa di San Jaime e Sant’Anna a Sierra Helada, e la piantarono in cima: ora è diventata un altro punto di attrazione turistica (Mirador de la Cruz).

El Moralet

“Maddalena, quando spingi indietro il bastone apri bene le mani, e serrale quando riporti il braccio in avanti a 65 ° appoggiando bene la punta delle racchette a terra”. Sono al Parco El Moralet con Marco, il fondatore della Marco Polo Expediciones che offre pratiche di vario genere all’aria aperta. E sto seguendo la sua lezione di Nordic Walking: la trovo entusiasmante, alza il livello di energia e benessere, un’esperienza da provare!

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Nordic Walking con Marco Polo © Maddalena Stendardi

El Moralet è un polmone verde di ricreazione e pratica sportiva, dove sono stati ripristinati strade e sentieri con percorsi ad anello di varia difficoltà per escursioni a piedi o in mountain bike. Il vecchio tracciato del treno sfrutta la massicciata utilizzata come base per costruire un percorso ampio e accessibile, in modo che tutti possano camminare godendosi il parco. Un’azione di sostenibilità che è stata possibile riutilizzando il materiale già esistente sul percorso ed evitando così il suo spostamento con relativi consumi di carburante ed emissioni di CO2.

Spiagge color ocra

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Playa de Poniente © Maddalena Stendardi

La costa di Benidorm è stata anche insignita dello standard mondiale di eco-qualità turistica, promosso dall’Organizzazione Mondiale del Turismo UNWTO e dall’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente).

Le spiagge sono premiate con certificazioni che ne riconoscono l’eccellenza delle attrezzature, della pulizia, della sicurezza, dei servizi di salvataggio e di informazione; le acque con le bandiere blu internazionali della Foundation for Environmental Education (FEE) e quelle Ecoplayas dell’Asociación Ategrus che documentano la sostenibilità ambientale e gli elevati standard di qualità.

Tutte le spiagge sono libere e alcuni tratti sono accessibili ai disabili che possono immergersi in acqua in carrozzina. 

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Playa de Levante

La Playa de Levante, lunga due km, è la più divertente e vibrante di giorno e di notte. La Playa de Poniente, lunga tre km, è rilassata e meno affollata.Tra le due ci sta la spiaggia cittadina e famigliare di Mal Pas. Mentre ai piedi di Sierra Helada si assaporano libertà e natura a Cala del Tio Ximo e a Cala Almadrava, tra sabbia, scogli e ciottoli, ideali per snorkeling e immersioni in subacquea.

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Isla de Benidorm © Maddalena Stendardi

L’isla de Benidorm, poco distante dalle rive, fa parte del parco naturale ed è disabitata, ma si raggiunge per fare snorkelling e arrampicata o per una semplice escursione in barca. La sua leggenda è molto romantica e narra del gigante Roldán che si innamorò di una bella dama. Ma La donna si ammalò e sembrava potesse sopravvivere solo grazie ai raggi del sole. Il gigante disperato colpì con forza la montagna del Puig Campana per consentire alla luce di illuminare per più tempo la sua amata e un pezzo cadde in mare dando vita all’isola, dove Roldán trasportò in seguito il corpo dell’amata per il suo riposo eterno.

I sapori

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Madness Coffe © Maddalena Stendardi

Non è mai un problema deliziarsi con il cibo e con il vino a Benidorm. Oltre ai tapas bar di origine basca che sono perlopiù allocati lungo un quartiere centrale di Benidorm, Calle Santo Domingo, io ho provato diversi ristoranti e sempre con soddisfazione.

Acciughe fresche fritte, insalata di verdure crude croccanti e saporite, poi la tipica Caldero (zuppa di riso con gamberetti e vongole) al ristorante Mar de Plata (Playa de Poniente).

Aperitivo a lume di candela sulla terrazza dell’Hotel Madeira con panorama che vale, soprattutto la sera quando le mille luci sulla costa incantano.

Il raffinato Ristorante Dvora (Playa de Levante) e il caraibico il Ristorante Aruba in Avenida Vicente Llorca Alos (Playa de Poniente). E la degustazione di caffè importati con brunch internazionale al Madness Coffe. Insomma, c’è da sbizzarrirsi.

Lavoro, sport, gioco e diletto

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Scultura sul lungomare a Benidorm © Maddalena Stendardi

La vita economica della città è continua, poiché è stato creato un turismo destagionalizzato che punta anche allo sport, ai congressi e agli eventi. Come il Festival Internacional de la Canción de Benidorm, un concorso di canzoni in cui si esibirono dal 1959 al 2006 celebrità nazionali e internazionali, dal 2022 rinnovato nel Benidorm Fest. E dal 2010 si svolge il Benidorm Low Cost Festival di musica indie. Per gli amanti del genere non mancano i parchi tematici: il Mundomar, con delfinario e animali esotici, Aqualandia, Terra Mítica, dove scoprire le antiche civiltà mediterranee, lo zoo Terra Natura, Aqua Natura e il campo da golf 18 buche.

La regia intelligente

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Smart Office a Benidorm © Maddalena Stendardi

Benidorm è al terzo posto in Spagna per pernottamenti dopo Madrid e Barcellona, e tutto deve funzionare molto bene. Gli abitanti sono 70.450, ma la popolazione fluttua da 150.000 a 400.000 unità. Oggi gli inglesi sono i turisti più numerosi e vivono a Benidorm anche per lunghi periodi dell’anno, seguiti da belgi, olandesi, lussemburghesi e tedeschi.

Quando arrivo nel tecnologico Smart Office del comune mi colpisce la marea di schermi accesi che illumina lo spazio riportando tutti i dati necessari per monitorare i flussi di arrivi e partenze in città, le richieste e prenotazioni in stanze di hotel o appartamenti turistici e la sicurezza, che è coordinata tra i diversi dipartimenti.

Da queste informazioni si ricavano elementi preziosi per alzare la qualità della vita dei residenti e dei visitatori in modo che tutti ne abbiano benefici sostenibili a lungo termine. Confrontando le tendenze passate con quelle di oggi, qui si fanno proiezioni e correzioni per il futuro, grazie anche alla scoperta delle tendenze e dei commenti riguardo Benidorm e i suoi servizi: insomma, sono evidenziati i punti di forza e quelli da migliorare.

Gli abitanti appoggiano la sostenibilità perché dà loro lavoro e benessere, ambiente curato e accessibilità. Sono coinvolti nelle decisioni con il comune e i settori privati, affrontando insieme nella city hall temi ed esigenze in materia di costruzioni, aree culturali, patrimonio.

La gestione dell’acqua

Dinapsis © Maddalena Stendardi

Un’altra punta di diamante di Benidorm è Dinapsis, il Digital Operation Center che controlla il processo idrico urbano e la tutela dell’ambiente. È il laboratorio intelligente e sofisticato che procede con acquisizione dei dati, visualizzazione, analisi, monitoraggio e controllo remoto, l’integrazione di algoritmi predittivi in tutti i processi chiave delle reti del ciclo idrico per garantire una gestione efficiente e una qualità ottimale, e ridurre le perdite di acque reflue dovute a rotture o frode.

Il processo consiste nell’approvvigionamento dell’acqua potabile e la sua depurazione per quella destinata al consumo, il trattamento delle acque reflue, che non possono essere reimmesse direttamente nell’ambiente poiché esso non è in grado di ricevere una quantità di sostanze inquinanti superiore alla propria capacità auto-depurativa senza compromettere gli equilibri dell’ecosistema, e il riutilizzo delle acque residue al 36% per la pulizia delle strade, delle fogne e per l’irrigazione dei giardini pubblici.

I dati sono molto positivi: negli ultimi 25 anni il consumo di acqua è diminuito del 18% nonostante quasi il raddoppio degli abitanti e l’incremento (+26%) dei pernottamenti turistici. Mentre la dispersione d’acqua è del 4%, grazie all’intervento rapido e accurato che viene commissionato non appena sono segnalati sugli schermi di Dinapsis rotture o problemi alla rete idrica. Gli operatori che intervengono sono quelli che sono già in zona, senza spreco di tempo, denaro e ulteriore immissione di CO2 per il trasporto.

PERCHÉ È SOSTENIBILE

Benidorm è una delle poche destinazioni turistiche nel mondo attiva tutto l’anno, a dispetto della stagionalità. Si parla del Benidorm Effect, processo per il quale la città viene considerata come uno dei luoghi più eco-friendly. È stata certificata nel 2018 come la prima Smart Tourist Destination (DTI) nel mondo, avendo raggiunto i requisiti necessari in cinque categorie: sostenibilità, accessibilità, nuove tecnologie, amministrazione e innovazione. È riconosciuta come destinazione turistica innovativa, consolidata su un’infrastruttura tecnologica all’avanguardia che garantisce lo sviluppo sostenibile del territorio turistico.

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Panorama accessibile anche per chi è in carrozzina dal castello del Tossal © Maddalena Stendardi

Promuove l’accessibilità per tutti grazie alla mappa turistica praticabile per i non udenti e i non vedenti, il Dipartimento Accessibilità Universale Trasversale, Navilens, che è un’evoluzione dei codici QR leggibili con gli smartphone a lunga distanza, in movimento e senza bisogno di mettere a fuoco, l’eliminazione delle barriere fisiche e visive, i punti di interesse patrimoniale con tavole interpretative accessibili.

Facilita l’interazione e l’integrazione del visitatore con l’ambiente e aumenta la qualità della sua esperienza nella destinazione, migliorando al contempo quella della vita dei residenti.

Del resto la Spagna è stata collocata al primo posto nel 2024 tra i Paesi più green nella guida Best in Travel della Lonely Planet, grazie al lavoro fatto per incentivare i viaggi fuori stagione, ampliare le energie rinnovabili e portare il turismo in destinazioni finora trascurate.

GREEN TIPS

Quando ti rechi in uno spazio protetto, dovresti essere ben informato su quali attività sono consentite e quali non sono consentite. Ad esempio, in molti luoghi non è consentito il campeggio libero.

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Panorama su Benidorm da Sierra Cortina © Maddalena Stendardi

Se hai intenzione di fare attività turistiche con cetacei e delfini, non dimenticare che queste generano molto stress e possono danneggiare il loro ciclo vitale. Parla con gli esperti per sapere qual è il periodo migliore per fare questo tipo di turismo e tieni presente, quando lo pratichi, di non disturbare mai gli animali.

Se hai la possibilità di fermarti per più tempo, partecipa ad attività di volontariato con ONG che promuovono la tutela e la cura della biodiversità: ripopolamento, pulizia dei letti dei fiumi e così via. In questo modo contribuisci a migliorare e mantenere gli spazi naturali.

CONSIGLI DI VIAGGIO

Quando andare

Tutto l’anno il clima è mite e il sole fa quasi sempre capolino. L’ambiente è davvero piacevole.

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Balcone del Mediterraneo © Maddalena Stendardi

Come arrivare

Gli aeroporti più vicini sono quello di Alicante (40 km) e Valencia (140 km), dai quali raggiungere Benidorm con bus, taxi o auto a noleggio

Peccato la mancanza del collegamento ferroviario tra l’aeroporto di Alicante e la bella cittadina.

Come muoversi

A piedi, soprattutto, ma anche noleggiando bici, oppure in autobus e taxi.

Cosa portare

Vestiti casual freschi e felpe, costume, giacca più o meno calda a secondo il periodo in cui starai a Benidorm.

Abbigliamento sportivo per le varie attività terrestri e marine che vorrai intraprendere. E poi cappello, occhiali da sole, borraccia per l’acqua, scarpe confortevoli per camminare e/o correre.

Ho già voglia di ritornarci.

Siti web utili

https://en.visitbenidorm.es/

https://www.spain.info/it/

Video per conoscere la storia di Benidorm

 

Giornalista e Photoeditor, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Vivo tra Milano e la campagna toscana.

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