Salento

 

Alla scoperta del Salento – Il turismo sostenibile nella terra tra Jonio e Adriatico è una guida con indirizzi di parchi, ospitalità, enogastronomia e artigianato in linea con i valori di un turismo di lunga durata.

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Belluno, Dolomiti

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Una splendente cittadina irradiata dalla luce, che si riflette anche sull’acqua della Piave, che qui confluisce con l’Ardo. Belluno, a 400 metri sul livello del mare, è la porta del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e il suo territorio ne fa parte: 32.000 ettari che iniziano a nord di Feltre e coprono il versante nord della Val Belluna.

PASSEGGIATA IN CENTRO

Quasi tutto il centro cittadino è isola pedonale, per cui è confortevole girarlo a piedi ed è piacevole scambiare due parole con i bellunesi, che sono cordiali e ospitali. La città affascina per il contrasto tra l’eleganza, quasi la frivolezza, dei palazzi in centro e l’asprezza delle montagne circostanti, a portata di passo.

Belluno è attraversata longitudinalmente da via Mezzaterra, sulla quale si affacciano raffinate bifore di palazzi che ricordano Venezia, con portici, stemmi e lapidi sui muri, balconcini in ferro battuto, affreschi, fontane.

E i negozi storici. Come il Pastificio Menazza, la Macelleria Segat, il Bistrot in via Psaro 4 per caffè e cioccolato. Conserve, mieli di montagna, formaggi, distillati, vini si acquistano da Tipiko in via Rialto 8.

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Camminando arrivate in Piazza del Duomo, cuore politico della città, dove si trovano i palazzi Rosso, dei Rettori, Vescovile e la cattedrale di San Martino con la sua cripta, oltre alla fontana di San Gioatà, l’antico patrono di Belluno.

Dovete visitare anche Palazzo Fulcis, stupenda residenza signorile settecentesca. Ora è la sede del museo civico: ospita porcellane, bronzetti, disegni e opere di Domenico Tintoretto, Marco e Sebastiano Ricci e di Andrea Brustolon, il “Michelangelo del legno”, scultore bellunese barocco, le cui opere sono anche nella chiesa di Santo Stefano e in quella di San Pietro. Da non perdere.

La Piazza dei Martiri è il centro vivo prediletto delle “vasche” e delle chiacchiere domenicali dei cittadini. Da qui costeggiate le mura per raggiungere Borgo Piave, dove attraccavano un tempo le zattere per il trasporto di persone, merci e legnami verso la pianura veneta. Lungo la camminata si vede la spiaggia dei bellunesi sul fiume. Del Ponte Vecchio, costruito nell’800 e più volte danneggiato, è rimasta solo la prima arcata. A poca distanza, lo sostituisce nelle sue funzioni il novecentesco Ponte della Vittoria. Più in là, dove una volta era il porto, si trova la chiesa cinquecentesca dedicata a San Nicola di Mira, protettore degli zattieri.

LA GOLA DELLE DOLOMITI BELLUNESI
bus del buson

Bus del Buson

“Dolomiti bellunesi-le montagne di Venezia” è il brand studiato per le Olimpiadi del 2026 (#dolomitibellunesi) che coniuga i due poli di richiamo internazionale. Le Dolomiti bellunesi sono meno conosciute, ma hanno una varietà di flora e fauna superiore a quella di molte altre località alpine. Per scoprirle bisogna viverle ed è un richiamo irresistibile.

Proprio vicino a Belluno consigliamo l’itinerario che porta al Bus del Buson, uno spettacolare canyon, e al Pont de la Mortis, entrambi sempre nel Parco. Ai piedi della Schiara, il monte dei bellunesi, il trekking ad anello del Buson è un po’ impegnativo: meglio farlo con le racchette per camminare e quando c’è sole, non quando c’è ghiaccio o ha piovuto da poco.

Si arriva a Casa Bortot in auto, dopo aver lasciato alle spalle Bolzano Bellunese e Gioz. Si posteggia – meglio evitare il fine settimana, quando il traffico di gitanti è più intenso. Qui trovate i primi cartelli del Parco Nazionale con informazioni sulla flora e fauna.

Inforcate quindi il sentiero CAI 501 per 800 metri che mostra sulla destra la deviazione “Bus del Buson”: una forra, il letto che il torrente Ardo ha lascito per scorrere 150 metri più in basso. Il pendio è ripido: anche se dicono che è per tutti consigliamo di indossare scarpe che “grippano” bene il suolo, altrimenti il rischio è lo scivolone. A fine discesa si alza lo sguardo verso l’alto e ci si trova in un canyon impressionante, una gola dalle pareti altissime di calcare, il Biancone, scavata dal torrente Ardo. Qui milioni di anni fa c’era il mare.

Da Case Bortot vedrete anche le indicazioni per il Pont de la Mortis, un ponticello sopra una forra di origine fluviale dalla roccia rossa, che sovrasta l’acqua smeraldina e ghiacciata del torrente che scorre molto più in basso. Il suo nome nasce dalla diceria che lì vivevano i diavoli, le anime dei colpevoli di delitti e coloro che erano morti violentemente. O anche che nel torrente venivano gettate le streghe. Un girone dantesco.

A SPASSO CON DINO BUZZATI
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Villa Buzzati

Ma non è l’unica possibile passeggiata. A 1,5 km da Belluno arrivate alla Casa di Dino Buzzati, del quale in questo 2022 cade il cinquantenario dalla sua morte. Lo scrittore (chi non ha letto Il deserto dei Tartari?), giornalista e pittore è nato qui, dove tornava ogni anno nel mese di settembre per le sue vacanze.

Oggi la bella villa domenicale in stile romantico, il cui corpo centrale risale al Cinquecento, è proprietà tutelata e fa parte dell’Associazione delle Ville Venete. Una piccola parte è trasformata in un B&B, ricco di fascino e con panorama unico, dove ci si immerge nella stessa atmosfera che ispirò il Buzzati.

Una camminata facile, vicino alla villa, è quella che lo scrittore percorreva di frequente: va da Giaon di Limana lungo il Sentiero Dino Buzzati per la via Crucis fino al santuario della Madonna dei Parè, di fianco al quale si trovano tre grandi croci. Si può proseguire fino a Valpiana e Valmorel, luogo di ispirazione de I miracoli di Val Morel di Buzzati. I panorami della Valbelluna e delle Dolomiti non stancano mai.

BELLUNO A TAVOLA
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Ristorante Al Borgo

I prodotti gastronomici sono gustosi. A cominciare dallo schiz, un formaggio del triveneto, semigrasso, affettato e poi rosolato sulla padella con pochissimo sale, oppure cotto alla brace; il pastin, una sorta di polpetta schiacciata e grigliata fatta di carne di manzo o di maiale e varie spezie; la polenta di mais sponcio, granoturco dal chicco a punta; i fagioli gialet, dal colore giallo, molto teneri dopo la cottura e digeribili, considerati di pregio; la zucca santa dal colore giallo-arancio intenso, varietà che si coltiva in Val Belluna e viene impiegata nell’impasto degli gnocchi, per i risotti, vellutate o semplicemente cotta al forno.

Vi segnaliamo due ristoranti:

Taverna, via Cipro 7, trattoria dal Ciquecento, molto caratteristica;

Ristorante Al Borgo, via Anconetta 8, una bella villa settecentesca con ampio giardino ben curato e piccola fattoria dove vivono asini, oche e api che offre piatti bellunesi, anche senza glutine (in questo caso avvisate che volete il menù gluten free quando prenotate).

NEI DINTORNI

Fuori dalla città merita la visita il borgo di Mel a 17 km da di distanza: fa parte dei Borghi più belli d’Italia, grazie al suo centro storico che è un piccolo gioiello. Proseguendo per 30 km si arriva a Feltre, con palazzi affrescati in via Mezzaterra e molte architetture nobiliari in via Tezze. Grazie alla scelta di unirsi a Venezia nel 1400 Feltre divenne ingentilita e graziosissima, ma rimane soprattutto una cittadina immersa nel verde della montagna.

Con ulteriori 18 km da Feltre si arriva a Quero, dove si trova la Distilleria Le Crode. Qui Vincenzo Agostini con passione ha recuperato un’antica struttura (tre caldaie funzionanti a vapore a ciclo discontinuo) e produce distillati di alta qualità immediatamente percepibile all’assaggio. Tra i vari prodotti spicca La Nina, pura vinaccia della Val Belluna, 43° da gustare e da bere, anche per abbattere il freddo che d’inverno qui si fa sentire, eccome!

PERCHÉ È SOSTENIBILE

Belluno è la porta alla meraviglia delle vette patrimonio Unesco e territorio ideale per trekking e camminate nel parco delle Dolomiti bellunesi. Inoltre la raggiungete in treno e la visitate a piedi senza problemi.

CONSIGLI DI VIAGGIO

Quando andare: sempre

Come arrivare: in treno fino a Venezia Mestre, poi prendete il treno regionale per Belluno.

Cosa portare: sneakers e scarponcini con suola adatta a muoversi su terreni accidentati, bastoncini da trekking, vestiario a cipolla, borraccia, occhiali sole, cappello, smartphone, macchina fotografica, vestiti comodi e sportivi. Giacca a vento, mantellina o k-way.

GREEN TIPS 

Acquistate i prodotti tipici.

Siti web utili

www.adorable.belluno.it

LIBRI UTILI

111 luoghi delle Dolomiti che devi proprio scoprire, scritta da Giulia Caselli Gattinara con le fotografie di Mario Verin (Emons edizioni).

 

 

Giornalista e Photoeditor, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Sono nella NEOS, associazione italiana di giornalisti e fotografi di viaggio. Vivo a Milano e in Toscana.

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