Salento

 

Alla scoperta del Salento – Il turismo sostenibile nella terra tra Jonio e Adriatico è una guida con indirizzi di parchi, ospitalità, enogastronomia e artigianato in linea con i valori di un turismo di lunga durata.

ragusa ibla

Ragusa Ibla, gioiello di Sicilia

Tutte le fotografie sono di Manuela Distefano*

ragusa ibla

Duomo di San Giorgio – Ph. Manuela Distefano

Tra le città siciliane capoluogo di provincia, quella che a mio avviso splende di più autentica bellezza è Ragusa, con il centro storico di Ibla. Una bolgia di colori, storia, architettura, natura, palazzi, chiese, vicoli, scalinate e pace, che tutta insieme si unisce in una meraviglia favolosa.

Ibla è la Ragusa più antica, che qui nasce già in epoca protostorica pre-greca con l’insediamento di un piccolo villaggio e con piccole necropoli annesse. Prende il nome proprio dalla dea che per i Siculi era una delle tante rappresentazioni della Grande Madre, e anche quando a Siracusa c’erano già agorà e templi conservò molto a lungo la sua identità senza facilmente ellenizzarsi.

Sul perché Ibla è da definire uno dei centri storici più belli di Sicilia, basta recarvisi e osservare innanzitutto la sua morfologia: è una vera e propria “penisola” contornata da un fiume a est, l’Irminio, e da due corsi d’acqua minori ai due lati, il torrente San Leonardo a nord e il torrente Fiumicello a sud.

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Chiesa Santa Maria dell’Itria – Ph. Manuela Distefano

Nella sua parte centrale svetta il “diamante” che è il duomo di San Giorgio, meraviglia barocca che, anche per la sua posizione, dà un senso di stupore e profondità ottica, sia che la si ammiri dal prospetto sia dal retro e dai laterali, da dove si scorge sempre la bellissima cupola.

Ma ciò che rende ancora più particolare Ragusa Ibla è osservarla dalla strada che la costeggia e da quelle che scendono da Ragusa superiore. Il suo panorama migliore si può godere affacciandosi dalle chiese di Santa Maria delle Scale e dal belvedere di Santa Lucia. Entrambi sono posizionati all’angolo di alcuni tornanti che scendono dall’altro centro storico più recente di Ragusa nella parte superiore, ove splende un altro capolavoro barocco, ovvero la cattedrale di San Giovanni Battista.

Infatti Ragusa, come molti comuni dell’altopiano ibleo, ha due centri storici, a testimonianza di un lascito proveniente dal famoso terremoto del 1693, che vide parte della popolazione insediarsi nella nuova zona superiore della città e parte invece – soprattutto la vecchia classe nobiliare molto legata alle origini – impegnata a ricostruire Ibla più in basso.

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Finestra su Ibla – Ph. Manuela Distefano

Tale separazione ha provocato il distacco dei due centri come comuni a sé stanti di Ragusa e Ragusa Ibla, avvenuto due volte in fasi storiche differenti e conclusasi con una unificazione di comodo avvenuta solo quando, nel 1927, fu istituita la provincia di Ragusa con capoluogo proprio la Ragusa riunificata. Tutto ciò avvenne a scapito della vicina Modica, che ambiva da tempo al riconoscimento, staccandosi dalla provincia di Siracusa di cui faceva parte sino ad allora assieme a Ragusa.

Ma la “separazione” sembra non essersi fermata dopo l’istituzione di Ragusa a capoluogo di provincia: ancora oggi, soprattutto in questi ultimi mesi, c’è forte diatriba tra le due parti, soprattutto per quello che deve essere riconosciuto patrono principale della città. Gli abitanti di Ibla non ci stanno a che San Giovanni Battista debba diventare patrono della città: ritengono che ci siano motivi storici e religiosi per confermare che San Giorgio è nato prima come santo assieme a Ibla, ed è a pieno diritto da ritenere patrono principale di Ragusa.

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Scorcio di Ibla – Ph. Manuela Distefano

A esaltare la bellezza di Ibla sopravviene l’ingente patrimonio architettonico tutelato dalla dichiarazione UNESCO per il barocco del Val di Noto. Oltre all’abbondanza di palazzi – alcuni davvero favolosi come il Cosentino e il Sortino Trono – e delle chiese – tra le quali la meraviglia dell’Itria – molti sono i vicoli, vicoletti, grotte e sottopassaggi, soprattutto nelle parti laterali della cosiddetta penisola di Ibla, che rendono il luogo una fiaba viva.

Passeggiare tra i suoi giardini che si affacciano sul fiume Irminio e il duomo di San Giorgio, passando per il Corso XXV Aprile e attraversando la splendida piazza Pola, è una immersione nella bellezza, nella storia e spesso anche nel silenzio e nella pace più soave.

E quel portale che è la sola parte rimanente del duomo di San Giorgio medievale sopravvissuta al terremoto, e quindi antecedente al nuovo ricostruito in epoca barocca, sembra essere messo lì, accanto ai giardini iblei entrando da est nella città, quasi a dirci di varcare quella soglia, per entrare in un’altra meravigliosa dimensione.

Purtroppo anche Ibla soffre dei soliti problemi che hanno tanti centri storici non solo siciliani. La scarsità di parcheggi disponibili in primis crea notevoli ostacoli a chi vi si vuole recare. E anche l’isola pedonale, il cui accesso cambia in funzione della stagione e degli orari, è frutto di diatribe, spesso accese, tra i residenti e i commercianti che nella maggior parte risiedono a Ragusa superiore e hanno difficoltà a recarsi alla loro attività e a farsi raggiungere da corrieri e trasportatori.

Ma proprio questi ostacoli non fanno altro che invitarci a godere Ibla a piedi, girandola non solo per le sue vie principali, ma anche nei suoi splendidi vicoletti prima citati.

Solo così ci si può immergere nello splendore di questo centro storico che è da ritenere a pieno titolo un gioiello dell’intera Sicilia.

CONSIGLI DI VIAGGIO

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Duomo di San Giorgio – Ph. Manuela Distefano

Quando andare

Sempre

Come arrivare

In treno
Lo Stretto di Messina è lo snodo da attraversare per arrivare in Sicilia. Dalla stazione di Messina partono i treni, ma in Sicilia le ferrovie non sono veloci. Sono adatte a viaggiatori che scelgono di viaggiare senza fretta attraversando paesaggi e tratte panoramiche di rara bellezza.

In nave
È possibile sbarcare nei porti di Messina, Palermo e Catania dai principali porti italiani. Da lì si prosegue in treno o noleggiando un’auto.

In auto
Ci si imbarca a Villa San Giovanni e si attraversa lo stretto: dopo 30 minuti di traghetto si arriva al porto di Messina. Ragusa dista 200 km.

In aereo
Gli aeroporti di Catania e di Comiso sono quello più vicini a Ragusa.

Come raggiungere Ibla dalle altre zone della città

Ibla è connessa con le altre zone della città dal servizio di trasporto pubblico locale Ast.

Cosa portare

Dipende dalla stagione in cui andate a Ragusa. In ogni caso abbigliamento comodo e scarpe adatte per camminare a lungo, occhiali da sole e cappellino. Guida, macchina fotografica o cellulare e, se volete, carta e penna per scrivere i vostri ricordi di Ragusa Ibla.

Dove dormire

Dove mangiare

  • Osteria Imperfetta – Via Torrenuova 27 – Tel. 0932 714494
  • Trattoria La Bettola
  • Ristorante Duomo
  • Ristorante LoSteri – Piazza Chiaramonte 8 – Mob. 335 5988823
  • Enoteca Il Barocco – Corso XXV Aprile 33 – Tel. 0932 1910697
  • Osteria del Pane Cunzato – Chiasso Di Marco 2 – Mob. 393 5232972

GREEN TIPS

Come sempre, l’invito è utilizzare una borraccia per evitare di comprare e buttare le bottigliette di plastica di acqua per bere. Conferite i vostri rifiuti negli appositi contenitori, compresi i mozziconi di sigarette. Comprate cibo e oggetti tipici prodotti localmente ed entrate in contatto con le persone che vivono a Ragusa Ibla, che possono raccontarvi storie interessanti oltre a darvi consigli di visita a punti della città meno scontati.

Siti web utili

Visit Sicily Ragusa

Libri utili

Dolores Carnemolla

Ragusa e il Val di Noto Ibleo – Guida alla città e al territorio

Morellini 2019

ISBN 978-8862986571

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*Manuela Distefano

Biologa, si dedica all’arte della pittura e della fotografia da parecchi anni. Utilizza la macchina fotografica per narrare storie, grandi e piccoli momenti, la natura. Il suo animo nomade la porta a viaggiare e scoprire nuovi orizzonti, persone, panorami, perfezionando la tecnica del fotoreportage e la fotografia documentaria. Ha partecipato a diverse collettive sia pittoriche sia fotografiche.

Fabio Messina nasce nel 1970 a San Focà, frazione di Melilli (SR) e qui cresce, nei pressi di uno dei più grandi poli petrolchimici d’Europa, fino a quando sceglie di spostarsi a Palazzolo Acreide (SR) nel 1996, alla ricerca di una vita migliore, più vicina alla campagna, alla natura e a un modo di vivere più a misura d’uomo. Ritiene che questa scelta abbia “liberato” in lui la vena poetica e la creatività. La sua vita è tutta improntata alla ricerca di modi e modelli migliori per vivere con gli altri, più vicini a madre natura, con l’obiettivo di una condivisione più equa, solidale, ecologica, spirituale e artistica. E la poesia, soprattutto in dialetto, è uno dei suoi mezzi ideali per raggiungere tale obiettivo di vita. Pubblicazioni - 2004 Acqua ca vugghi raccolta di poesie in dialetto siciliano - 2006 Stiddhi a suddest, poesie in dialetto e saggi sui prodotti e i mestieri tipici della Sicilia Sud orientale - 2010 Sicilia bedda matri poesie in dialetto e saggi sulla Sicilia e la “sicilianità” (illustrazioni a cura di Guglielmo Manenti ) - 2011 Paulu di la vita patronu, romanzo ispirato alla festa di San Paolo di Palazzolo Acreide (foto a cura di Mauro Peluso ) - 2014 Musa d’amuri, raccolta di poesie d’amore in dialetto siciliano – 2017 A Sicilia c’arricria, poesie in dialetto e saggi sul patrimonio siciliano – 2020 U ciusciu ri l’arma preghiere in dialetto alle forze della natura e per l’anima. Alcune sinergie e antologie Antologia dei Poeti Siciliani (2009) – Poesie in dialetto con l’Associazione Artisti e Poeti Siciliani; Lamiantu (2011) – Partecipazione come attore co-protagonista nel cortometraggio di Nadia Tumino a cura dell’ONA Ragusa Oggi è duminica (2014) – Partecipazione come attore nel videoclip musicale del gruppo pop siciliano Calandra e Calandra.

1 Comment

  • Mariarosavitale7@gmail.com'
    Maria Rosa Vitale

    Descrizione perfetta della mia provincia.

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