Green Venue Report

Ci interessa da vicino, anche se il Green Venue Report è l’indagine condotta dalla società di consulenza Greenview e dall’agenzia di eventi Twirl Management (entrambe americane) su 30 grandi centri congressi nel mondo che ospitano complessivamente circa 10mila eventi l’anno, per un totale di quasi 36 milioni di partecipanti.
Infatti, sebbene la maggior parte delle strutture considerate nell’indagine si trovi in Usa e Canada, con l’eccezione di due centri congressi cinesi, uno di Singapore, uno di Nairobi e uno in Olanda, c’è sempre da imparare da un sano confronto..
Green Venue riporta i dati aggregati di performance relativi alle diverse misure o azioni che concorrono a determinarne i parametri di sostenibilità di questi centri congressi: se un evento vuole essere sostenibile, non si può certo prescindere dalla location nel quale si svolge.
Ecco in sintesi i dati principali che emergono dal green report:
- Il 70% dei centri congressi ha un “sustainability manager” cioè una persona dello staff dedicata a implementare e coordinare le azioni di sostenibilità, che in tre quarti dei casi ha titoli o certificazioni professionali specifici. Avere una persona dedicata è di per sé un indicatore di performance molto forte.
• Il 77% dei centri congressi si è dotato di un “green team” composto da persone che lavorano nei diversi dipartimenti e il cui compito è informare e coinvolgere tutti i dipendenti nei programmi di riduzione dell’impatto ambientale.
• L’85% dei centri congressi aderisce ai programmi o alle iniziative di sostenibilità messe in campo dalle città, province o regioni di appartenenza e il 93% è raggiungibile con i trasporti pubblici.
• L’80% dei centri congressi dona regolarmente il cibo non consumato durante gli eventi agli enti caritatevoli locali: le 30 strutture che hanno preso parte all’indagine nel 2014 hanno donato complessivamente 630 tonnellate di cibo (cioè circa 1,4 milioni di pasti).
• Il 27% dei centri congressi ha ricevuto dai clienti richieste di informazioni sulle proprie iniziative di sostenibilità (+7% rispetto al 2012), e l’86% delle strutture ha personale commerciale e operativo preparato sul tema e pronto a rispondere alle domande e alle richieste dei clienti sul tema.
• Il 90% dei centri congressi ha ottenuto, o sta lavorando per ottenere, certificazioni specifiche di sostenibilità edilizia.
• Il 33% dei centri congressi ha “tetti verdi”, attrezzati cioè con piante o giardini pensili, e due delle strutture monitorate vi hanno installato alveari per la produzione del miele. Inoltre, il 30% dei centri produce autonomamente frutta o ortaggi che utilizza per il proprio servizio catering.
• L’87% dei centri congressi dispone di postazioni per il parcheggio delle biciclette e il 65% ha stazioni di ricarica per le auto elettriche a disposizione di dipendenti e partecipanti.
• La media dei rifiuti che vengono riciclati è del 52%. Una percentuale piuttosto bassa, che si spiega soprattutto con il basso tasso di riciclabilità delle moquette e dei materiali di costruzione utilizzati per fiere ed esposizioni. Per contro il 76% della spesa per prodotti di pulizia è destinata all’acquisto di prodotti certificati come sostenibili.
• Il 59% dei centri congressi acquista energia proveniente da fonti rinnovabili (prevalentemente dall’eolico) e il 42% produce autonomamente parte dell’energia necessaria attraverso pannelli solari.
• Il 93% dei centri congressi è in grado di fornire dati annuali sulla propria produzione di rifiuti, l’86% sul consumo di energia e il 90% sul consumo d’acqua. Per quanto riguarda la misurazione dell’impatto dei singoli eventi, il 72% può fornire dati di produzione dei rifiuti, il 48% di consumo energetico e il 34% di consumo idrico.
Sapere come si lavora nelle imprese ricettive (in questo caso si parla di centri congressi) in un’altra parte del mondo, ci aiuta a scoprire come possiamo farlo anche noi qui.

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