Nel Golfo del Tigullio – Liguria
A vele spiegate e poi all’ancora
Foto di Barbara Scarioni
È giugno il mese migliore per gettare l’ancora nella rada di Sestri Levante: dopo aver navigato spinti dal vento tra Chiavari e Moneglia è bello fare sosta qui, per una nuotata e per mangiare un buon piatto di trofie seduti in pozzetto.
In luglio ci sono sempre molte più barche, ecco perché è meglio goderselo adesso quest’angolo di Tigullio che offre un panorama meraviglioso e che è una delle rade più sicure della zona, ottima per l’ancoraggio perché riparata (tranne che dal libeccio) e con fondale sabbioso.
Sestri dista circa 2 miglia da Lavagna che è uno dei porti turistici più grandi d’Italia, capace di ospitare oltre 1400 imbarcazioni. Forse anche questo fa capire il gran movimento che si vede qui intorno durante l’estate.
Fermarsi in rada davanti a questa parte di Sestri significa aprire lo sguardo sulla Baia delle Favole, un nome che, in effetti, è una conferma. Se si preferisce proseguire la navigazione, basta fare rotta un po’ più in là e superare il promontorio, andare oltre la Baia del Silenzio – più piccola, raccolta e incantevole – e dirigersi verso Riva Trigoso. Quando il mare è calmo si può ormeggiare, per fare un tuffo, al di là del Capo di Punta Manara.
Se siete amanti del mare ma anche della terra, arrivati a Sestri vale la pena di fare due passi in paese. Il centro storico è subito lì, dove c’è la Chiesa bianca (chiamata così da tutti, ma il suo nome è Santa Maria di Nazareth).
Verso destra il lungomare porta fino al piccolo porticciolo. Proseguendo verso sinistra invece inizia il carruggio, dove troverete almeno un paio di ottimi posti, panetteria (panificio Tosi) e rosticceria, dove fare scorta di focaccia e farinata – fatta con farina di ceci, ricetta tipica ligure.
Rimanendo invece vicini alla spiaggia, una lunga pista ciclabile a doppio senso consente di percorrere Sestri in tutta la sua lunghezza fino alla galleria che finisce a Cavi.
Per chi poi ha davvero voglia di sgranchirsi le gambe, è sempre dal carruggio, più o meno a metà, in Vico del Bottone che prende il via la passeggiata per Riva Trigoso (5,5 km) e che prosegue (ancora 9,5 km) fino a Moneglia. Non presenta nessuna difficoltà ed è adatta a tutti. In più, ne vale la fatica perché è panoramica tra mare ed entroterra e soprattutto prendendo la salita della Mandrella offre diverse possibilità, anche vicine, di piacevoli soste.
Restando nel carruggio e svoltando a destra in Via della Chiusa basta andare avanti e camminare circa cinque minuti per trovarsi faccia a faccia con l’antico Frantoio Bo, le cui origini risalgono al 1867, e dove ci si può fare una cultura sulla produzione dell’olio: meta interessante e anche utile se avete in mente di concludere la giornata con una cena in barca e cercate ingredienti a km zero.
Nel menu ligure l’olio è protagonista e tra i primi piatti che meritano di essere assaggiati ci sono trenette al pesto e pansotti al sugo di noce (sempre nel carruggio c’è l’ottimo Pastificio Moderno, famoso anche per la gentilezza di chi vi lavora).
Oppure “anciue pinne”, acciughe ripiene, se volete mettervi alla prova con un secondo della cucina genovese.
Per gli appassionati della vela sono tante le regate del Tigullio e si svolgono soprattutto in inverno e in primavera quando il vento fa divertire di più.
In giugno poi c’è un altro appuntamento ormai fisso a Sestri e diventato famoso: il Premio Andersen (quest’anno si svolgerà da giovedì 7 a domenica 10). È una kermesse internazionale di spettacolo per luoghi pubblici: il paese viene invaso da artisti e compagnie di tutto il mondo per quattro giorni tra narrazioni, spettacoli, incontri, eventi, circo contemporaneo e teatro di strada.

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