Morimondo: natura e spirito

Abbazia Morimondo
A pochi Km da Milano, al confine con il territorio di Pavia nel Parco del Ticino, sorge il borgo di Morimondo, tra i più belli d’Italia, la cui abbazia è l’epicentro. Fondata nel 1134 da 12 monaci, guidati dal loro abate, che provenivano da Morimond, in Borgogna, Morimondo è la prima delle quattro figlie di Cîteaux, nata nel 1098 da un monaco cluniacense che seguiva la regola benedettina il cui fondamento è “ora et labora”, preghiera e lavoro. Ma quest’ultimo diventò per alcuni monaci soprattutto un’attività intellettuale: i figli cadetti dell’aristocrazia francese, che non ereditavano il patrimonio famigliare, venivano avviati alla carriera ecclesiastica, ma non potevano dedicarsi ai lavori manuali. Per questo motivo anche a Morimondo c’erano due categorie di monaci: i coristi, dediti alla preghiera, che imparavano a leggere e scrivere e svolgevano anche attività manuali; e i conversi, che svolgevano la coltivazione dei campi, la riparazione degli edifici, i servizi domestici. I due gruppi risiedevano in aree separate del convento, avevano regole e abiti diversi.

Ingresso Chiesa Morimondo
L’abbazia sorge su quattro livelli sul terrazzo del fiume Ticino, e comprende la chiesa, il chiostro, la sala capitolare, dove si svolgevano gli eventi importanti della vita dell’abbazia; le celle dei monaci, il refettorio, dove i monaci consumavano in silenzio i pasti, e lo scriptorium, luogo in cui si riproducevano i codici miniati, oggi sparsi per il mondo. Qui alcuni monaci ricavavano le pergamene dalle pelli di pecora mentre altri si occupavano della trascrizione.
La chiesa fu l’ultimo edificio del complesso a essere costruito, sebbene fosse stato il primo a essere progettato. Lo stile, elegante ed essenziale, tende al gotico. Sono tre le ampie navate con i tipici mattoni cotti a vista, ma la curiosità sta nel fatto che l’edificio è irregolare: le bifore della facciata sono asimmetriche rispetto al rosone, la navata di sinistra si stringe verso il fondo, le colonne di destra sono più alte di quelle di sinistra, e i capitelli, come i costoloni delle volte, sono diversi tra loro. Ciò stava a dimostrare che l’uomo non è perfetto, mentre lo è solo Dio, secondo l’ordine benedettino.

Coro ligneo Chiesa Morimondo
Dietro l’altare trovate un magnifico coro ligneo cinquecentesco; pregevoli anche il crocefisso quattrocentesco, l’acquasantiera del Trecento e l’affresco di Madonna con Bambino e San Giovannino tra San Bernardo e San Benedetto, strappato dal chiostro e situato nel transetto destro, attribuito alla scuola del Luini.

Chiostro Chiesa Morimondo
Il chiostro non ha sbocchi verso l’esterno ma guarda solo verso il cielo, dove sta Dio: è il punto di raccordo degli ambienti del monastero, oltre a essere il luogo di raccoglimento e preghiera dei monaci. Tutto il complesso, per l’architettura, le luci, l’acustica, richiama alla spiritualità.
L’abbazia è circondata dalle marcite, inventate dai monaci, i quali costruirono canali d’irrigazione che prendevano acqua a temperatura costante dalle risorgive sotterranee e, nei secoli passati, questo sistema garantì al complesso un notevole vantaggio, perché il terreno non gelava e produceva più raccolti per il bestiame durante l’anno.

Particolare dello Scriptorium Morimondo
È stato fatto un gran recupero dell’abbazia, dopo il provvedimento napoleonico del 1798, col quale venne messa all’asta e venduta. Il comune di Morimondo la riacquistò nel 1982 e iniziò un lungo restauro terminato nel 2008. Con l’abbazia è rinato anche il borgo con poche case in corrispondenza delle fattorie e delle grange (i centri agricoli del monastero) create dalle bonifiche dei cistercensi, le cascine e le pertinenze del monastero. Non troverete cartelloni pubblicitari né cavi aerei, in paese.
All’interno del Parco del Ticino è da vedere anche la cascina Fiorentina, con mulino e forno che un tempo funzionavano a pieno ritmo. E Fallavecchia, un piccolo paese dove trovate negozio, osteria, chiesetta e le stalle per le vacche.
CONSIGLI DI VIAGGIO
Prenotate una visita guidata, ci sono guide molto brave ed è più apprezzabile la visita.

ph. Maddalena Stendardi
PERCHÉ È SOSTENIBILE
Siamo nel cuore del Parco regionale della Valle del Ticino, luogo magico dalla vocazione agricola: trovate cascine con orti e piante da frutto, terreni coltivati a riso, carne e latte a km zero, pioppi, ontani. Potete camminare o pedalare per visitare il territorio. Infatti, esiste una rete di piste ciclabili, sicure e pianeggianti. Tra queste ci sono la ciclabile lungo il Naviglio di Bereguardo, che parte da Abbiategrasso e arriva dopo 22 km a Bereguardo; il Sentiero Strada del Giubileo, 18 km ad anello; e il Sentiero delle Cinque Chiese, che collega l’Abbazia di Morimondo e le chiese di Santa Maria Nascente di Cornate, San Cristoforo di Basiano, San Michele di Besate e San Giorgio di Fallavecchia, attraversando natura e coltivazioni.
Quando andare
Le stagioni sono tutte buone per visitare il complesso e il borgo, ma ricordate che non esiste il riscaldamento nell’abbazia.
Come arrivare
Se arrivate in auto, troverete un parcheggio fuori dal borgo a pagamento. Se invece arrivate in bici, non dovrete preoccuparvi di questo aspetto, oltre al fatto che avrete fatto movimento sano in ambiente puro.
Cosa portare
Come sempre, portate borraccia per l’acqua e quanto serve per ripararvi da sole, vento e pioggia. Nella bella stagione potete fare un picnic, se non volete fermarvi presso uno tra i tanti ristoranti del borgo o dei dintorni, dove sono molti agriturismi con cibo a Km 0 e ricette tipiche della zona.
GREEN TIPS
Per il picnic portate con voi il cibo già suddiviso in porzioni, conservato in contenitori che poi porterete a casa e riutilizzerete, ed evitate piatti e bicchieri in plastica.
E voi, quali monasteri avete visitato dove la natura è l’ambiente ideale per coltivare lo spirito?
Abbazia di Morimondo
Piazza S. Bernardo 1, 20081 Morimondo MI
Tel. +39 02 94961919
Siti web utili
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