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Viaggi nel mondo da fare a cavallo, a piedi, in bici, in canoa. Con foto, mappe, informazioni e suggerimenti.

animali expo

Gli animali ed Expo – Lombardia

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“Apriamo bene gi occhi e il cuore per guardare con onestà e chiarezza a tutto quell’orrore e alla violenza con cui gli uomini trattano i loro simili e soprattutto gli animali”: con queste parole Elio Fiorucci ha concluso sabato 7 marzo il convegno Expo e animali: un’occasione perduta? 

Il convegno, organizzato da AITR (associazione italiana turismo responsabile) e Lega italiana difesa animali e ambiente con l’onorevole Michela Vittoria Brambilla ha visto tra i relatori Maurizio Davolio (presidente AITR), Giovanna Costantini (faada), Alessia Sacchetti (WWF), Federica Cannella (responsabile Cooperativa Sociale l’Orto), Giovanni Celerino (hotel manager Sheraton Diana Majestic), e lo stilista Elio Fiorucci, per l’appunto.

L’onorevole Michela Brambilla, nell’introdurre il convegno, ha detto: “Mi aspetto che l’Expo dedicato all’alimentazione sia anche un’occasione per riflettere sullo status degli animali, sulle sofferenze negli allevamenti intensivi, sulla loro non sostenibilità ambientale ed economica, sull’alternativa vegetariana. È inaccettabile che consideri gli animali soltanto come cibo”.

L’onorevole non vede spazio per lo stile di vita vegetariano e vegano – gli Italiani veg oscillano dai 4,2 ai 7 milioni secondo le varie stime – durante l’Expo: “Ignorare questa domanda e tutto il mondo che c’è dietro – sottolinea – sarebbe un gravissimo errore, non solo perché accrediterebbe ulteriormente l’immagine dell’Expo come “vetrina privilegiata” dei grandi gruppi, della grandi filiere e dei grandi interessi, ma anche perché significherebbe trascurare una parte non indifferente del mercato. Spero quindi che vi siano spazi espositivi in cui i visitatori possano “incontrare” l’offerta vegana e vegetariana o ritrovarla se già la conoscono”.

E la sua conclusione appare amareggiata: “Sul fronte organizzativo non è un buon inizio, a una festa con sette miliardi di invitati, non consentire l’ingresso a persone con animali domestici al seguito né aver previsto, all’esterno del sito, aree o servizi in cui lasciare gli animali durante la visita.”

Davolio aggiunge: “Apprezziamo molto le campagne, che hanno dato risultati importanti presso albergatori e compagnie ferroviarie, per far viaggiare e accogliere i nostri amici quattro zampe. All’etica si coniuga un vantaggio competitivo. Noi di AITR attribuiamo l’interesse alla comunità ospitante, e riteniamo che gli animali facciano parte della comunità e anche a loro va dato il massimo rispetto.”

Si aggiunge la voce di Celerino: “Noi albergatori vediamo che chi viaggia vuole portare con sé il suo animale e, infatti, Diana Majestic è un hotel animal friendly. Noi abbiamo il dovere di dare l’esempio: poiché abbiamo un giardino, abbiamo in progetto di preparare un brunch mensile per gli animali e anche di inserire un menù vegano per i nostri ospiti. Expo può essere un’opportunità, e va valorizzato”.

Animali da rispettare, non da esibire

Giovanna Costantini di f.a.a.d.a (foundation for the adoption, sponsorship and defence of animals):

“La nostra organizzazione fornisce informazioni ad albergatori e agenzie di viaggio su come il turismo impatta sugli animali. Spesso si dà la priorità ai profitti economici rispetto al benessere nelle “attrazioni” per i turisti: spettacoli con delfini, esibizioni in cattività, interazioni forzate con specie che andrebbero invece protette, trekking a dorso di elefante, perfino l’animal watching, se fatto con poca professionalità ed etica, può essere dannoso per gli animali e pericoloso per le persone stesse.

Gli animali sono cacciati e addestrati quasi sempre in maniera violenta e subiscono danni a colonna vertebrale e articolazioni. Ciò vale anche per corride e palio. In alcuni santuari e orfanotrofi, per abituarli alla presenza umana, gli animali vengano drogati o mutilati e quando crescono sono venduti: tutto ciò non serve certo alla loro protezione e conservazione”.

Alessia Sacchetti, divulgatrice ambientale, nel suo intervento illustra un punto di vista diverso: “Il valore della biodiversità è anche un valore economico, l’ecoturismo vero può dare introiti importanti per le comunità locali. Il primo che ha fatto lo studio è stato un economista: un leone che si può fotografare da vicino ha un valore turistico di 15.000 dollari, il trofeo di caccia è 8.000 dollari, quindi la forma di turismo sostenibile è più vantaggiosa. Lo shark watching da più soldi della caccia agli squali, così come l’osservazione di gorilla o e il bear watching sono importanti fonte di reddito. Tre grosse e straordinarie cernie, l’estate scorsa in Sardegna, hanno attratto più turisti da vive che da morte.”

Certamente ce n’è di strada da fare, e noi di Ecotrusmonline ci auguriamo che sia un percorso rapido e sensato!

Giornalista e Photoeditor, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Sono nella NEOS, associazione italiana di giornalisti e fotografi di viaggio. Vivo a Milano e in Toscana.

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