Alternativemilano: il progetto che riscrive il turismo urbano a Milano

La narrazione alternativa di Milano: cartoline dai borghi dell’itinerario tra le radici storico-culturale delle periferie urbane.
Affori, Baggio, Chiaravalle Milanese, Crescenzago Gorla, Precotto, Greco Milanese, Lambrate, Musocco, Niguarda, Turro Milanese, Tenno, Vigentino: sono i 12 comuni antichi accorpati a Milano da circa un secolo. E sono in periferia, ma non lontano dai luoghi stra-conosciuti da milanesi e turisti. Ma da ottobre scorso, 60 luoghi tra chiese, cascine, monumenti, parchi, ville, fabbricati di archeologia industriale di questi municipi sono mappati a dovere da Alternativemilano.eu, una web app multimediale e multidevice, un progetto digitale finanziato dal PNRR e patrocinato dal Comune di Milano. Nel sito si può trovare l’immenso patrimonio culturale e artistico delle periferie urbane milanesi, selezionare i luoghi, conoscerne la storia, ammirare le belle fotografie in altissima definizione e i singoli dettagli e ascoltarne i podcast che trasformano in visita in un racconto.
Una città sorprendente, se la guardi da un’altra angolazione
Il progetto, che chiede al lettore di mettere da parte la checklist e abbracciare la meraviglia delle periferie, è di Marco Stucchi, curatore di progetti multimediali dedicati alla valorizzazione e diffusione del patrimonio artistico italiano, con la Fondazione Carlo Perini, istituzione culturale e storica della città e punto di riferimento per il decentramento della cultura di qualità.
Oltre il Duomo, oltre Porta Nuova, oltre i luoghi fotografati milioni di volte, esiste un’altra città. E Alternativemilano nasce proprio per questo: per invitare chi vive o visita la città a spingersi oltre i confini abituali e varcare quella soglia invisibile dove Milano rivela la sua anima più nascosta.
Perché abbiamo bisogno di nuove storie per raccontare la città
Il turismo urbano tradizionale ha abituato tutti a percorsi standardizzati, compressi in poche strade che rischiano di diventare monocordi.
Ma oggi cresce il desiderio di scoprire ciò che è rimasto fuori dall’inquadratura: le testimonianze storiche dei quartieri popolari, i murales che raccontano comunità, le architetture industriali sopravvissute, i giardini inattesi tra case di ringhiera e palazzi moderni. Queste storie sono preziose perché offrono un racconto più completo e più sincero della città. Oltre a essere un documentario di notevole valore scientifico.
Guardare Milano così significa restituire valore ai quartieri, alle strade, alle storie che meritano finalmente di essere raccontate.

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