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Un progetto in banca per salvare le api

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“Se le api si estinguessero, all’uomo resterebbero quattro anni di vita”.

Karmenu Vella, commissario europeo all’Ambiente e alla Pesca, ci avvisa: in Europa su dieci api, una rischia l’estinzione. “Se non affrontiamo le ragioni che stanno dietro questo declino e non agiamo urgentemente per fermarlo, ci potremmo ritrovare a pagare un prezzo molto elevato”, dice, sottolinenando che il problema va arginato al più presto.

Tra i pericoli che insidiano questo insetto, pare esserci l’utilizzo di preparati fitisoanitari, in particolare dei neonicotinoidi, che sono usati in agricoltura e provocano problemi sul suo sistema nervoso (ma anche sulle farfalle e altri insetti, fino ad arrivare agli effetti indiretti sui vertebrati, primi fra tutti gli uccelli, e sulla fauna acquatica).

Il fatto è allarmante: le api non producono solo il miele, ma impollinano 71 delle 100 colture più importanti secondo la Fao (Food and Agricolture Organization), come le zucchine e i pomodori, e se il loro numero continuerà a diminuire, molto presto non sarà più possibile gustare frutti di bosco, pesche, mele, mandorle e tantissimi altri ortaggi.

Lo stesso vale per molti prodotti caseari, dato che i principi attivi di neonicotinoidi sono assorbiti dalle radici o dalle foglie, per essere trasportati nel resto degli organi della pianta.

Si rivela quindi indispensabile e urgente un intervento volto a preservare il servizio di impollinazione naturale, importante per il nostro ecosistema e per la biodiversità.

Ed è necessario incoraggiare pratiche agricole non dannose, con rigorose regolamentazioni a livello europeo sull’uso delle sostanze potenzialmente dannose per le api e gli altri insetti impollinatori.

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Già Greenpeace chiede di indirizzare in Europa più fondi per la ricerca sull’agricoltura ecologica nell’ambito della PAC e di Orizzonte 2020 (programma europeo di ricerca).

E adesso gli alveari urbani iniziano a diventare una realtà diffusa: sono sui grattacieli di New York, sulla sommità dell’Operà di Parigi, sui tetti della Tate Modern o del London Stock Exchange a Londra, a Tokyo, e anche da noi a Napoli, Torino, Palermo, per esempio, e a Milano.

Per l’appunto, tra le iniziative già in atto per fermare lo spopolamento delle api, Lifegate, network di comunicazione per lo sviluppo sostenibile delle imprese, ha avviato il progetto Bee my Future, che tutela le api allevandole in contesti urbani seguendo metodi biologici.

Lo scopo è dimostrare come sia possibile condurre un apiario in una zona urbana, o a ridosso di una zona residenziale, senza il ricorso a sostanze di sintesi per la cura delle api che non siano previste dal biologico.

A questo progetto collabora Hellogreen.it, portale di contenuti editoriali sui temi della natura e dell’economia sostenibile di Hello bank! del gruppo BNP Parisbas.

Per contribuire si può partecipare all’adozione di un’arnia, dove vive la colonia di api, sottoscrivendo un conto corrente presso Hello Bank! entro il 31 marzo 2016: ogni nuovo cliente adotterà 1.000 api e riceverà un vasetto di miele in regalo insieme a un “certificato di adozione di 1000 api” con le informazioni sul progetto Bee My Future.

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