Salento

 

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Il gigante Rosa

Il Monte Rosa all’alba visto da Vergiate ©Livio Piatta/World Images

Quando si dice Monte Rosa, si pensa alla delicata e spettacolare tonalità di cui la montagna si tinge, all’alba e al tramonto. Sono le 5 e 30 di un mattino del mese di giugno mentre percorriamo l’autostrada per raggiungere Zermatt, luogo dell’inizio delle nostre vacanze. La montagna in primo luogo! All’uscita del tunnel a Vergiate, appare davanti a noi accarezzata delle prime luci dell’alba un’affascinante montagna in tutto il suo splendore. Tutt’intorno colline e boschi del lago Maggiore. È il Monte Rosa meta dei prossimi giorni di un tour attorno al gigante delle Alpi Penniche a cavallo tra Italia e Svizzera.

Questa montagna, seconda per altitudine della catena alpina, è il risultato di una sovrapposizione di grandi pieghe chiamate falde di scorrimento avvenute durante l’era Secondaria, tra il bordo meridionale del Continente Europeo e una porzione del bordo settentrionale del Continente “africano” le cui rocce basaltiche di origine vulcanica sottoposte a temperature e pressioni molto elevate subirono una trasformazione tale da diventare metamorfiche. In seguito, il bordo del continente europeo si sono suddivise in due dando origine a una successione di falde che oggi si possono osservare tutte da nord a sud.

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Un escursionista riposa nella zona di Gornergrat. Di fronte da sinistra: Monte Rosa, Lyskamm, Castore, Polluce e Cime Breithorn. ©Livio Piatta/World Images

La falda del Monte Rosa è, nella formazione geologica, ritenuta il prolungamento della crosta continentale della falda dei Mischabel posta più a nord, costituita da gneiss e micascisti, che datano dell’era Primaria.

La terminologia, servita per designare questi elementi della costruzione della catena alpina, ci introduce all’itinerario del Tour attorno al Monte Rosa che in qualche modo permette di toccare con mano questi preziosi elementi naturali conditi da un pizzico di scienza. Basta guardarsi attorno con curiosità per scoprire e ammirare le bellezze naturali che ci circondano.

Dalla valle di Zermatt si attraversa a nord la falda dei Mischabel costituita in prevalenza da gneiss fino alla valle di Saas Fee dove trovano spazio anche bellissimi graniti appena foliati. Si ritrova la stessa formazione di gneiss fino al colle del Monte Moro che, situato a scavallo nel cuore della falda del Monte Rosa, è un colpo d’occhio sulla famosa parete est e il ghiacciaio del Belvedere. Dal colle di Cime Bianche continuando verso il colle del Theodulo fino all’abitato di Zermatt, in tutta la sua bellezza si staglia la piramide del Cervino, costituita prevalentemente da gneiss della falda della Dent Blanche e da rocce stratiformi della zona del Combin, dove spicca nel paesaggio un livello di calcare e formazioni di calcesisti ben visibile anche al meno esperto.

All’interno del territorio la morfologia che incontriamo è una sequenza di praterie alpine, balconate panoramiche, boschi e cascate d’acqua spumeggiante fino al fondovalle, frutto dello scioglimento delle nevi perenni che a queste quote ammantano i rilievi per buon parte dell’anno.

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Il lago di Gran Lac in Val D’Ayas sul sentiero del Tour Monte Rosa. Sullo sfondo la cima di Breithorn. ©Livio Piatta/World Images

Di tanto in tanto punteggiati qua e la i cosiddetti “occhi del cielo”, quei piccoli laghetti alpini come il lago Blu o il lago Riffel che rendono dolce anche il paesaggio più aspro della montagna. Tutt’intorno il bianco delle cime più alte: dall’Alphubel al Dom al Monte Rosa, dal Lyskamm al Breithorn contrastano nelle giornate più intense con il cielo turchese pennellato qua e là da qualche nuvola di passaggio. È un susseguirsi di vallate e passi alpini teatro in passato di insediamenti della migrazione del popolo tedesco dei Walser, che in questi luoghi hanno dato vita a una delle comunità più affermate dell’arco alpino e ancora oggi più viva che mai, tanto da celebrare ogni anno ricorrenze e tradizioni. L’architettura? È lo specchio di gente laboriosa e intraprendente, anche nella formazione dell’accoglienza e del turismo ecosostenibile.

È sufficiente viaggiare lenti con zaino in spalla per accorgersi di ciò che sta intorno a noi e per vivere la vita in serenità.

Il percorso

L’itinerario ben segnalato che proponiamo è di media portata per persone con un buon grado di allenamento, facilitato dalla possibilità di seguirlo interamente o anche solo per una o due tappe. In alternativa, nella prime due tappe si può prendere quello di fondovalle da Zermatt a Randa quindi Grachen per collegarsi all’itinerario principale.

1a tappa: da Zermatt al rifugio Europa – 3 ore e 50 minuti

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Escursionisti a Randa lungo il sentiero del Tour Monte Rosa, verso il Rifugio Europa. Di fronte la cima del Weisshorn. ©Livio Piatta/World Images

Dalla stazione di Zermatt, punto di partenza, si cambia treno portandosi in quota tramite una funicolare (www.matterhornparadise.ch) fino alla stazione di Sunegga, da dove si può ammirare in tutta la sua bellezza l’imponente mole della cima del Cervino con la cresta Hornli, teatro di imprese alpinistiche tra cui la prima ascensione del 14 luglio 1865. Da qui un sentiero panoramico conduce attraverso alpeggi costituiti da baite Walser, in un percorso attraverso boschi misti a conifere e praterie fino al rifugio Europa poco sopra il villaggio di Randa.

2a tappa: da Rifugio Europa a Grachen – 5 ore e 50 minuti

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Tradizionale raduno dei Corni delle Alpi a Riffelberg. Sullo sfondo la cima del Dent Blanche. ©Livio Piatta/World Images

Dal rifugio Europa si prosegue tra rocce a gneiss e pini cembri fino al belvedere sul villaggio Walser di Grachen in una discesa impegnativa quanto mozzafiato tra boschi ad abetaie. Qua e là fioriture di campanule vandelli, soprattutto in primavera.

3a tappa: da Grachen a Saas Fee – 6 ore e 45 minuti

Dalla piazza della chiesa di Grachen una stradina conduce al vicino lago omonimo. Un comodo sentiero lo aggira e a destra si prosegue in direzione Hannigalp fino a svoltare sul versante della valle di Saas. Si continua fino alla frazione di Wald, quindi attraverso praterie e boschi a rododendri si giunge a Saas Fee. Qui, prendendo la funivia per Mittelallalin a 3500 m di quota, si può visitare il museo nel ghiacciaio di Fee, chiamato Eispavillon, che offre un’approfondita visione dell’interno di un ghiacciaio millenario.

4a tappa: da Saas Fee a Rifugio Gaspare Oberto – Città di Malnate – 5 ore e 50 minuti

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La Valle di Saas lungo il sentiero del Tour Monte Rosa. Sullo sfondo la cima di Monte Moro. ©Livio Piatta/World Images

Dalla piazza di Saas Fee, presa la stradina verso sud, si prosegue fino a incontrare un ponte in pietra, quindi una mulattiera che si inoltra nel bosco sino a Saas Almagell. L’itinerario continua nella valle di Saaser Vispa a Eiu Alp, quindi fino al lago di Mattmark. Alla fine del lago la strada termina lasciando spazio al sentiero che conduce al passo Monte Moro evidenziato da una statua dedicata alla Madonna, per poi raggiungere poco oltre la stazione della Funivia il rifugio Oberto – Città di Malnate. Possibilità di discesa di funivia nei periodi e orari di apertura.

5a tappa: da Rifugio Gaspare Oberto – Città di Malnate a Macugnaga – 2 ore e 30 minuti

Dal rifugio il sentiero obliqua a sinistra tra i piloni delle sciovie e in pendenza tra numerosi tornanti, raggiunge la partenza degli impianti al Monte Moro. Quindi si prosegue in discesa tra boschi misti a larici e abeti in direzione Alpe Bil, quindi Scharteboden per raggiungere un ponte oltre il quale una stradina asfaltata conduce a Staffa, quindi a Macugnaga.

6a tappa: da Macugnaga ad Alagna – 8 ore

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Escursionista sul sentiero glaciologico nel Parco Naturale della Valsesia lungo il Tour Monte Rosa Tour. ©Livio Piatta/World Images

Attraversata la piazza di Macugnaga si procede diritto in direzione della frazione Isella, quindi verso Motta.

Voltato un costone l’itinerario si inoltra nella Val Quarazza che risale tramite una mulattiera un bosco misto di abeti e larici fino ai ruderi degli stabilimenti minerari di Crocette. Da qui si sale attraversando un’abetaia fino ai pascoli dell’Alpe Piana al cospetto di un gregge di capre e mucche di razza Bruna Alpina al pascolo, fin su verso il Passo del Turlo.

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Rifugio Baita del Pastore. Sullo sfondo tra le nuvole del Monte Rosa. ©Livio Piatta/World Images

Dall’intaglio roccioso del Passo del Turlo si scende all’Alpe Faller tra nuclei di baite Walser fino all’Alpe Pile, dove è situato il Rifugio Baita del Pastore. Superato il rifugio si raggiunge la cappella di Sant’Antonio e si incrocia una strada asfaltata che conduce ad Alagna. Siamo in Valsesia.

7a tappa: da Alagna a Gressoney la Trinité – 6 ore e 50 minuti

Escursionista osserva una mappa in granito al Passo del Col d’Olen.

Dalla piazza di Alagna il sentiero guida a sinistra verso Riale Superiore e continua con una serie di tornanti lungo una mulattiera in una ripida salita nel bosco fino a una cappella che, una volta superata, si inoltra nella sospesa Val d’Otro. È una successione di praterie alpine tra i nuclei abitativi Walser di Follu, Dorf e Scarpa fino a Pianmisura sino a raggiungere il Passo Foric. Scavalcato il crinale si prosegue lungo il sentiero che raggiunge la mulattiera ascendente da Alagna, per raggiungere il Rifugio Città di Vigevano al Col D’Olen.

Dal Col D’Olen, il sentiero a mulattiera scende tra le praterie punteggiate di fiori alla stazione della seggiovia per l’Alpe Gabiet fino al Rifugio Gabiet. Da qui si diramano alcuni sentieri: si prende il numero 7 nel vallone Mos che conduce a Staval quindi a Gressoney.

8a tappa: da Gressoney La Trinité a Rifugio Guide Alpine di Frachey (Saint Jacques) – 4 ore e 20 minuti

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Baita walser a Fiery in Val D’Ayas. ©Livio Piatta/World Images

Da Staval l’itinerario continua a monte lungo la mulattiera che conduce alla chiesa di Sant’Anna e che sale tra i prati fino all’alpe di Bettaforca. La mulattiera a tratti è sostituita da un sentiero tra le piste da sci, quindi si riprende fino al Colle di Bettaforca. Scollinato il crinale si prosegue in discesa fino all’Alpe Forca, per giungere al Rifugio Guide di Frachey a monte dei casolari di Resy. Superate le case di Resy, la mulattiera svolta a sinistra e continua verso valle fino a Saint Jacques.

9a tappa: da Rifugio Guide Alpine di Frachey (Saint Jacques) a Plain Mason, quindi Theodulo Pass – 5 ore e 35 minuti

Dal Rifugio delle Guide Alpine di Frachey si continua e, attraversato un ponticello sul fiume Verra, si giunge alle case di Fiery. Si svolta a destra sul sentiero n° 42 che sale serpeggiando tra boschi e pascoli fino all’Alpe Ventina, quindi all’Alpe Varda. Superata quest’ultima, il sentiero segue due pianori glaciali parallelamente al torrente per raggiungere il Colle di Cime Bianche, da dove si volge a sinistra verso il Gran Lago fino al Colle Superiore delle Cime Bianche. Il sentiero scende tra le praterie verso Breuil, poco sopra il lago Goillet, costeggiando la bastionata di roccia che raggiunge tra i pascoli Plain Maison, quindi Breuil Cervinia.

In alternativa alla discesa, da Plain Mason tracce di sentiero in direzione est nord est salgono tra i pascoli sino alla Cappella Bonfadini, per proseguire tra praterie sino al Ghiacciaio del Colle del Theodulo al rifugio omonimo (2 ore 10minuti)

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Escursionisti sul sentiero di Riffelberg. Sullo sfondo la cima del Matterhorn/Cervino al tramonto. ©Livio Piatta/World Images

Qui il sentiero diventa alpinistico. Per la discesa su Zermatt vi sono due possibilità:

  • la prima segue il ghiacciaio del Theodulo fino a Gandegg, all’altezza della stazione intermedia della funivia per il Klein Matterhorn, per proseguire in discesa sul sentiero che raggiunge Furgg quindi verso Blatten per raggiungere il villaggio di Zermatt (3 ore 35 minuti);
  • la seconda da Theodulo Pass si attraversa il pianoro glaciale in cordata per raggiungere il punto di arrivo della funivia al Klein Matterhorn (Piccolo Cervino) che scende a Zermatt (15 minuti).

A Zermatt merita la visita il Museo Zermatterhof, ricco di spunti di cultura alpina e della montagna.

PERCHÉ È SOSTENIBILE
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Il ghiacciaio del Belvedere in Valle Anzasca. Di fronte la cima del Monte Rosa. ©Livio Piatta/World Images

La filosofia del viaggio richiama la visita e la conoscenza della natura e di ciò che ci circonda al cospetto della bellezza del creato, oltre al benessere psicofisico che dona la vacanza. Si attraversa il Parco dell’Alta Valsesia, il più alto d’Europa, che si sviluppa fino ai 4.554 metri della Punta Gnifetti.

L’itinerario è sostenibile in quanto ogni località è raggiungibile con mezzi pubblici di trasporto, come treni e bus, sia in Italia sia in Svizzera. Alcune di esse sono raggiungibili solo con mezzi di trasporto elettrificati. Partendo da Milano si può ritornarvi senza ausilio di auto da qualunque località.

CONSIGLI DI VIAGGIO
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Panoramica della cima del Matterhorn/Cervino dalla ski area del Plateau Rosa. ©Livio Piatta/World Images

Quando andare

Il periodo migliore è da metà giugno a metà settembre, il periodo in cui sono aperti i rifugi.

Come arrivare

Da Milano a Zermatt: in auto – Km. 212 con fermata a Tasch (3 ore e 30 minuti) – parcheggio coperto a pagamento.

Da Tasch in treno fino a Zermatt – 15 minuti

Da Milano a Briga: in treno IC – Km 150 – 1 ora e 54 minuti

In treno da Briga fino a Zermatt con linea Gornergat Bahn o linea Glacier Express – 44 minuti

Da Zermatt a Gornergrat Kulm con linea BVZ Gornergrat Bahn – 41 minuti.

Cosa portare

Portate con voi passaporto e carta identità valida per l’estero. Borraccia con acqua, cibo e indumenti da montagna, compresi scarponcini da trekking, crema solare e occhiali da sole.

GREEN TIPS

Il treno della ferrovia del Gornergrat vicino alla foresta di Riffelberg. Sullo sfondo la cima del Matterhorn/Cervino. ©Livio Piatta/World Images

Partite per le tappe solo in caso di presenza di condizioni di meteo favorevole, consultate www.meteosvizzera.ch

Da ogni tappa potrete rientrare alla località più prossima all’itinerario. I bagagli in territorio svizzero possono essere trasportati da un hotel all’altro, prenotato in ogni tappa, con Ferrovie Federali Svizzere 

Riportate a valle i vostri rifiuti di uso e consumo.

Nella percorrenza dei sentieri osservate i cartelli segnaletici e il rispetto delle regole, non uscite dai sentieri e non disturbate la fauna né sciupate la flora, in particolare evitate di calpestare i prati. Vietato accendere fuochi.

Siti web utili

Svizzera Turismo Milano

Tel. 0080010020030

myswitzerland.com

svizzera.it

Zermatt tourismous

zermatt.ch

Mattehorn Zermatt Bergbahnen (impianti, funivia e funicolare)

Tel. +41 27 9660101

Vallese/valais/Wallis Promotion

valais.ch

visitmonterosa.com

ffs.ch (per acquistare i biglietti del treno dall’Italia verso la Svizzera)

trenitalia.com/it.html

 

 

 

Fotografo professionista, vive in Valtellina con le Alpi nel cuore e il coraggio a portata di mano. Diplomato in Fotografia naturalistica e scientifica allo I. E. D. di Milano, fin da giovane ha sviluppato la passione per la natura e l'alpinismo con numerose ascensioni nelle Alpi ed in Sud America. Viaggiatore ed esploratore instancabile ha percorso in lungo e in largo numerosi itinerari dalle Alpi agli Appennini alle Ande, dagli antipodi dell'Artico all'Antartide, documentando per immagini il paesaggio nelle forme più insolite. Collabora da anni con testate editoriali tra Ie quali Meridiani Montagne e canali televisivi nazionali ed internazionali tra cui Rai 3, Canale 5 e TV Svizzera. Editore in proprio con la casa editrice World Images edizioni, ha pubblicato numerosi volumi dedicato alla cultura e la natura delle Alpi e del Sud America.

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