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Gli italiani e lo stile di vita sostenibile

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Il 1° Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile è stato realizzato da Life Gate in collaborazione con Eumetra, con la consulenza di Renato Mannheimer e ha rilevato il comportamento degli italiani e l’attenzione per la sostenibilità anche in tempo di crisi.

Il rapporto è stato presentato il mese scorso.

Su un campione di 1000 persone rappresentative della popolazione italiana, sono state prese in esame quattro aree di indagine: livello di conoscenza, atteggiamento, comportamento di consumo e comportamento di acquisto, con approfondimento sul tema dell’alimentazione.

Rispetto al tema della sostenibilità, la maggioranza riconduce alla sfera dell’ecologia e dell’ambiente, mentre solo il 10% ne ha conoscenza approfondita.

Ma ben il 48% ritiene che sia una tematica interessante e che rappresenta uno stile di vita sempre più diffuso; soprattutto nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni si manifesta la maggior attenzione a questa tematica, seguita dalla fascia di età di 35-55 anni.

L’85%, anche in tempo di crisi, ritiene coretto l’uso di energie rinnovabili e l’80% ritiene che sia necessario un potenziamento dei mezzi pubblici per usare meno le auto. Il 75% propende per l’agricoltura biologica e il 68% per la medicina naturale e l’omeopatia.

Tre italiani su quattro ritengono che la raccolta differenziata in città sia corretta e funzionale e il 65% è a favore della riconversione di zone cittadine edificabili in aree verdi. Il 46% propende per il restringimento delle corsie delle auto a favore di quelle ciclabili e il 41% per la creazione di aree a traffico limitato e a pagamento per i mezzi a motore.

Per quanto riguarda le azioni concrete, il 23% manifesta un alto indice di comportamento effettivo e il 24% è propenso all’acquisto di beni sostenibili anche se a un costo superiore agli altri prodotti.

Le persone che registrano i livelli più alti rispetto agli indici analizzati si attestano intorno ai 9 milioni per la conoscenza della sostenibilità, coinvolgimento individuale, atteggiamento positivo verso le pratiche sostenibili, sostenibilità in città, comportamento effettivo e disponibilità d’acquisto di beni sostenibili anche a costi superiori.

Ma c’è bisogno anche di maggior informazione e cultura rispetto alla diverse accezioni della sostenibilità, soprattutto in ambiti come la mobilità, il turismo e il sociale.

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Sul tema dell’alimentazione, il 48% ritiene che essa sia un fattore impattante per la salute e che una corretta alimentazione sia funzionale al proprio stato di benessere.

L’88% legge la lista degli ingredienti e l’81% controlla la provenienza e la stagionalità. Tra gli appassionati, il 72% controlla che il prodotto sia biologico e il 55% evita di comprare una marca che non ha comportamenti etici.

Per la sezione dedicata agli alimenti biologici: il 75% ha un atteggiamento positivo verso il sostegno dell’agricoltura biologica, il 31% consuma alimenti bio e l’83% sceglierebbe più facilmente questi alimenti se costassero come gli altri.

Il comportamento di chi sceglie biologico: il 65% controlla che l’alimento sia effettivamente certificato e il 58% che l’alimento sia OGM free.

Dal quadro emerge quindi che l’approccio del 47% degli italiani ai temi della sostenibilità, anche in tempo di crisi, è positivo, e si rileva che l’atteggiamento di acquisto e di consumo è consapevole e orientato alla sostenibilità ambientale da parte di una quota considerevole (23%) della popolazione, un trend che coinvolge circa 20 milioni di italiani.

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