Racconto di vino

Già dal sottotitolo si capisce che l’autore, medico anestesista che lavora all’Istituto Europeo di Oncologia IEO di Milano, è uno spiritoso e autoironico: “Se ho imparato io, può farlo chiunque…”.
E tutto il libro Turista per vino (Mariotti Publishing) è pervaso dalla sua magnifica leggerezza nell’affrontare il mondo del vino che a lui, Alessandro Acerbi, è sempre piaciuto, e molto.
Vino, mon amour
Racconta che la sua famiglia aveva acquistato anni fa un piccolo rustico nelle colline Tortonesi, in Piemonte, dove caparbiamente suo padre ha fatto crescere “…uva che vinifica e se la cura con tale amore, che gli acini gli vengono a forma di cuore”.
Attraverso le sue esperienze, peraltro culminate con risultati più che apprezzabili, Alessandro ha imparato, e ha deciso di riunire gli appunti su tutto ciò che ha appreso attraverso i corsi e nei viaggi, reali e metaforici, di degustatore.
Tra i suoi wine tour più accattivanti, che mettono la voglia di partire immediatamente anche se astemi, non mancano il Festival del Franciacorta, il Vinum ad Alba, Di Gavi in Gavi in provincia di Alessandria, Di Grignolino in Grignolino nel Monferrato, Piacere Barbaresco, Degustar per Vigne nelle Langhe e così via fino a Bolgheri per assaggiare Sassicaia, Ornellaia e Guado al Tasso, “la trimurti dello snob”.
La sua autobiografia d’intenditore è intercalata da corposi paragrafi che spiegano tutto quello che un neofita dovrebbe sapere sul tema.
Un manuale che ci porta alla conoscenza del vino, semplice, divertente, autobiografico e serio: come il vino, del resto. Il massimo che si può desiderare.

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