Il Friuli Venezia Giulia gioca la sua card

FVG Card è una chipcard nominativa che ha la durata di 48 o 72 ore o 7 giorni e che permette di entrare gratuitamente nelle strutture convenzionate o di avere sconti.
A Trieste, per esempio, si entra gratuitamente al Castello di Miramare, la Grotta Gigante, il Museo Revoltella e si possono seguire visite guidate.
Udine si visita con l’audioguida e si entra gratuitamente nei musei, per poi si prendere il treno per Cividale, città longobarda, o visitare Villa Manin, maestoso complesso dogale e sede di importanti mostre.
Ad Aquileia con la FVG Card si partecipa gratuitamente alla visita guidata e si entra, sempre gratis, in Basilica (Cripte), al Museo Archeologico Nazionale e alla Südhalle.
A Pordenone si visitano gratuitamente tutti i musei e la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “A. Pizzinato”, si arrivare fino a Maniago per scoprire i segreti dell’arte della coltelleria nell’omonimo museo.
A Gorizia il Castello, i Musei e lo storico palazzo Coronini-Cromberg sono tutti inseriti nel circuito della card.
Prezzi scontati anche sui pacchetti spiaggia di Grado e Lignano Sabbiadoro, come per i parchi divertimento e i battelli che portano alla scoperta della laguna e chi vuole, seguirà una guida naturalistica alla scoperta dei paesaggi incontaminati che caratterizzano la Carnia, il Tarvisiano, Piancavallo e le Dolomiti friulane.
3 Comments
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ecoturismonline
Condividiamo il tuo commento, Umberto, tutto il Friuli Venezia Giulia è una terra ricca di bellezze naturali e artistiche!
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Umberto
certamente, c’è tanto da visitare, solo l’imbarazzo della scelta…

Umberto
Siamo stati a Cividale, una bellissima cittadina del Friuli, costruita nell’epoca longobarda. Il centro storico è incantevole e tutto è custodito con lo stile di un tempo.
La visita è stata di un solo pomeriggio, dove abbiamo pranzato al Monastero, un ristorante situato all’interno di quello che ai tempi fu il Monastero di Cividale.
Merita una visita il Tempietto longobardo, una delle più straordinarie architetture alto-medievali occidentali.
Il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO è indubbiamente meritato e sicuramente torneremo per il Palio di San Donato il prossimo anno.