Via Francigena: alla scoperta di se stessi
Mettersi in cammino sulla Via Francigena non rappresenta un viaggio qualsiasi, ma il concetto stesso di viaggio: alla scoperta del territorio, della storia, dell’arte, ma anche di se stessi.
Il tratto toscano della Via Francigena è oggi di nuovo completamente percorribile, grazie a un investimento complessivo di 16 milioni di euro da parte della Regione Toscana, tra messa in sicurezza, strutture ricettive, servizi, aree di sosta e segnaletica.
Un antico viaggio
La storia della Via Francigena affonda le radici nel medioevo e ha indubbiamente influenzato la cultura, ma anche l’urbanistica del territorio che attraversa.
Antico asse di comunicazione europea che collega Canterbury con Roma, la Francigena è nata nell’anno 990 sulle orme del viaggio di Sigerico, vescovo di Canterbury che raggiunse il Vaticano per ricevere l’investitura papale da Giovanni XV.
Nei secoli intorno a questa Via si sono sviluppate città, architetture, pievi e strutture per assistere i pellegrini, ma anche economie mercantili dovute alla facilità dei trasporti e alla presenza di viaggiatori.
Molti di questi segni sono ancora oggi visibili, per un viaggiatore attento, nelle costruzioni, abitudini, modi di dire, opere d’arte, manufatti, nomi di località.
370 km di percorso attraverso l’intero territorio toscano, 15 tappe da fare a piedi, in bici o a cavallo, per lasciarsi sorprendere da antichi pievi, borghi, paesaggi: un’esperienza che può essere anche enogastronomica, storica, culturale, artistica.
Toscana slow

Percorrendo 25 km al giorno, in 15 giorni è possibile attraversare l’intera regione, dalla Lunigiana che racchiude tesori come Pontremoli, borghi, pievi e castelli, fino a Pietrasanta, per poi scendere a valle fino a Lucca, risalire da San Miniato e attraversare le colline fino a vedere le torri di San Gimignano, oltrepassare Monteriggioni, entrare a Siena e proseguire poi per l’Amiata e la Val D’Orcia, risalendo fino a Radicofani da dove si stende il territorio che conduce fino a Roma.
Oggi la Via Francigena è meta di un turismo slow e i pellegrini contemporanei aumentano di anno in anno: nel 2013 erano 100mila, l’anno scorso 150mila.
Lontana dai modelli tradizionali di vacanza e dai luoghi più inflazionati, questo percorso rappresenta un modo diverso di viaggiare: passo dopo passo, con il tempo per pensare, vivere il territorio, conoscere la cultura locale. Rimettendo al centro il viaggio e il viaggiatore stesso. Perché in vacanza, come nella vita, l’importante non è la meta finale, ma come ci si arriva.

Lascia un commento