Salento

 

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Asiago – Veneto

Una Storia da non dimenticare

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Il Poeta Gabriele d’Annunzio scrisse di Asiago come “la più piccola e più luminosa città d’Italia”.  Definizione ancora oggi spendibile perché Asiago, con il suo altopiano, il più vasto d’Italia e uno dei più ampi d’Europa, è un piccolo gioiello intinto in una conca verde dalla natura incontaminata, che vale la pena di scoprire in tutte le stagioni.

Una località elegante, dall’atmosfera profumata di erbe, dall’architettura armoniosa, vivace e ospitale, seppure fortemente legata ai riti e alle tradizioni.

Uno scrigno di ecosistemi

Asiago è il centro principale dell’Altopiano, circondato da montagne che arrivano a 2350 metri d’altezza, che ospita anche gli altri sette comuni del comprensorio: Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo, ognuno con una propria identità e una storia da raccontare. “I Sette cari fratelli” o “Siben Prudere Liben” come traduce il cimbro, la lingua germanica parlata dagli antichi abitanti dell’Altopiano.

Dal punto di vista naturalistico la varietà di ecosistemi rende l’altopiano di Asiago particolarmente attraente e ricco sotto il profilo faunistico e botanico. Un paradiso a cielo aperto fatto di cime, pascoli, boschi di abeti e faggi e tante specie animali, in cui è ancora la natura che detta i ritmi all’uomo e non viceversa.

Una natura che, quasi cento anni fa, è stata profondamente mutilata, le cui ferite sono oggi rimarginate, ma la firma ancora leggibile.

Sì, perché la visita ad Asiago è anche un viaggio attraverso un’importante fetta di storia, e di tutti gli eventi della Prima Guerra Mondiale, un viaggio in un luogo simbolo che ha ispirato pagine letterarie toccanti e commoventi.

Testimone della Grande Guerra

Per gli appassionati di storia e non solo, questi territori offrono molteplici testimonianze delle vicende belliche della Grande Guerra. Un ecomuseo a cielo aperto, punteggiato di cimiteri di guerra, trincee, bunker, fortificazioni, postazioni militari, monumenti, cave di pietra trasformate in opere d’arte, installazione contemporanee sparse nel verde a eterno memento.

Sono moltissimi gli itinerari che conducono sui luoghi della Grande Guerra.  L’azienda di promozione turistica, gli assessorati e le varie associazioni sparse sul territorio si sono fortemente impegnati e attivate nel riscoprirli e valorizzarli, affinché rientrino sempre più nei percorsi turistici (anche in vista del centenario del prossimo anno) offrendo spunti per escursioni in compagnia di guide alpine oppure fornendo gli strumenti per avventurarsi da soli, a piedi, in mountain bike, anche con gli sci da fondo secondo la stagione.

Uno degli itinerari di grande fascino e forte impatto emotivo è il Sentiero del Silenzio – Porta della Memoria, nell’alta valle di Campomulo, località Campomuletto, comune di Gallio.

In questa piana posta all’imbocco dei teatri di battagli, incorniciata a 360° dalle cime storiche, con i suoi estesi boschi di conifere e massi di pietra calcarea bianca levigata e modellata dall’acqua e del vento, è stato tracciato un sentiero della memoria.

Dieci opere d’arte contemporanea, per la gran parte create con materiale reperito sul posto, sono state collocate rispettando la morfologia del luogo e gli elementi emergenti che in esso si trovano.

Un progetto entrato in punta di piedi nella natura che propone un percorso riflessivo e meditativo, da consumare in silenzio, per assimilare i messaggi profondi infusi lungo il cammino. Ogni installazione è accompagnata da uno scritto o da una poesia.

S’incontreranno la Pace ritrovata, la Pietà, La Speranza, Le lettere, I Testimoni, gli Eserciti, Fiore Vivo, Labirinto nero, gli Immortali, Frutti gloriosi.

Alla fine della passeggiata si trova il ristorante del Rifugio Base Malga Campomulo, dove gustare i piatti tipici locali e le specialità della casa come i formaggi di malga e le carni alla brace e allo spiedo.

Itinerari in digitale

“La tecnologia non tiene l’uomo lontano dalla natura, ma lo costringe a studiarla più approfonditamente” diceva Antoine de Saint-Exupery, autore di Il Piccolo Principe. 

Parole che si sposano alla perfezione con il progetto 3D–I percorsi della Grande Guerra, un’iniziativa di promozione territoriale sviluppata attraverso la valorizzazione dei luoghi interessati alla Prima Guerra Mondiale.

All’interno di questo programma sono stati inseriti numerosi percorsi che conducono ai siti bellici presenti sull’Altopiano di Asiago, sul Monte Pasubio e sul Monte Grappa; non solo gli itinerari per arrivare ai forti e alle postazioni d’artiglieria, ma anche alcune escursioni di varia difficoltà, da fare a piedi o in bicicletta, una volta giunti sul posto.

Ogni itinerario è corredato da una scheda tecnica con relativa altimetria, foto, descrizioni, cartina da stampare e file compatibili con tutti i navigatori satellitari. Il dvd è distribuito gratuitamente a chi ne fa richiesta dal Consorzio Turistico Asiago7comuni.  

http://www.asiago.to

Sono una giornalista di lungo corso. Curiosa e amante delle novità, ho trattato gli argomenti più disparati. Ma il viaggio e il viaggiare sono sempre stati una costante nella mia vita. Ho cominciato a girovagare da piccola ( la meta più esotica era Cesenatico) e già tenevo dei quaderni diario. Ho continuato da ragazza utilizzando l’autostop e scrivendo di stravaganti avventure. E ancora oggi, con mete sempre più lontane, la storia continua. Sono mutati nel tempo i modi di viaggiare e oggi mi concedo molti lussi in più. Ma lo spirito è lo stesso : scoprire un luogo prima che diventi turistico e se lo è già, scovarne quell’anima nascosta sfuggita agli obbiettivi distratti. Il più grande stress ? Fare le valigie. Vorrei viaggiare leggera come una farfalla, e cioè con l’essenziale, che stia tutto in uno zainetto da portare in spalla.

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