Salento

 

Alla scoperta del Salento – Il turismo sostenibile nella terra tra Jonio e Adriatico è una guida con indirizzi di parchi, ospitalità, enogastronomia e artigianato in linea con i valori di un turismo di lunga durata.

Cosa vedere di nuovo ad Arles

LUMA Arles © Maddalena Stendardi

Impossibile non innamorarsi di Arles, deliziosa e romantica città della Provenza. Non si può prescindere da un tour nella parte più antica che è nella lista del patrimonio dell’umanità UNESCO per i suoi monumenti romani e romanici: l’arena, il teatro, il criptoportico, le terme di Costantino e la necropoli di Alyscamps, la chiesa di Saint-Trophime con il suo chiostro…

Arles, una strada del centro storico © Maddalena Stendardi

Ma Arles ha un clima di seduzione continua che si percepisce continuamente: nel passeggiare lungo il fiume o nelle stradine del centro storico tra le boutique e le gallerie dove sono esposte opere e fotografie; nel sorseggiare una birra artigianale accompagnata da tapenades (paté di olive) e olive verdi e nere, magari nel Café Van Gogh di Place du Forum, immortalato nella celebre tela dall’artista; nell’assaporare la cucina e i vini provenzali, negli hotel di charme che sanno di lavanda e nella colazione al risveglio del mattino in un giardino fiorito e profumato.…

E il suo forte appeal continua nelle entusiasmanti novità arlesiane che riguardano l’ecoturismo, la sostenibilità, l’agricoltura biologica, la gastronomia e anche l’arte.

Arte, diritti e ambiente

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Luma Scalone interno © Maddalena Stendardi

 Grazie all’iniziativa di Maja Hoffmann – collezionista d’arte e discendente del magnate farmaceutico Fritz Hoffmann-La Roche – è stata inaugurata nel 2021 il LUMA Arles, un campus creativo progettato da Frank Gehry, sui cui troneggia una torre attorcigliata alta 56 metri, dalla superficie totale di 15 mila metri quadrati, e la facciata ricoperta da 11.000 pannelli di acciaio inossidabile, uno diverso dall’altro, che riflettono il cielo. Nata per ospitare gallerie e spazi per le performance, ma anche archivi, workshop e seminari, è stata ispirata, come spiega Gehry, dalle formazioni rocciose che sorgono nella regione di Arles, così come dagli effetti luminosi della Notte stellata che Vincent Van Gogh dipinse nel 1889. L’energia necessaria all’edificio arriva da pannelli solari e olio alimentare recuperato e trasformato in biocombustibile.

Nell’area circostante, un tempo occupata dalle officine ferroviarie della SNCF (i treni di stato francesi), sorge il Parc des Ateliers: dei sette vecchi stabilimenti, quattro sono stati ristrutturati e adibiti a spazi espositivi e performativi, mentre all’esterno si sviluppa il parco-museo di scultura contemporanea. Trova spazio anche una residenza per artisti e pensatori.

In contemporanea con la torre è stato inaugurato anche il giardino progettato dall’architetto-paesaggista Bas Smets, che ha trasformato una piattaforma di cemento in una lussureggiante area verde di sei ettari, collegante il Parc des Ateliers con la città di Arles.

 Bastano tre ruote e si fa quasi tutto

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Tour per la città con trasporto ecologico e guida

Un mezzo ecologico di trasporto che ricorda i risciò o i tuk-tuk orientali vi porta in giro per la città, lungo uno tra i vari itinerari proposti, mentre il conducente fa da cicerone. L’azienda si chiama Taco & Co ed è munita di veicoli a pedali e bici cargo per fare anche taxi, consegne a domicilio, ritiro della spazzatura (le vie del centro di Arles sono di difficile circolazione per mezzi più grandi dell’auto), noleggio e riparazione delle bici, conferimento di bagagli in stazione e di cibo a domicilio, e trasporto gratuito di anziani e disabili.

Sociale, solidale ed eco-responsabile

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POP Arles: l’aerea occupata è ancora in via di ristrutturazione, pur funzionando molto bene

Con Taco & Co potete arrivare nella sede di POP Arles (POP sta per Plateforme Ouverte au Public o anche per Popolare), uno spazio di 5.000 mq che accoglie una impresa solidale di utilità sociale nata nel 2018. I tre inventori dell’iniziativa sono Damien Monteux (fondatore anche di Taco & Co), Stephan Fabre, Phlilippe Schiepan. La direttrice generale è Cloé Castellas e insieme formano un team con tanta bella energia e voglia di cambiare il mondo.

Intanto qui potete bere un buon caffè biologico ed etico presso la torrefazione Cafar Cafè, mentre osservate l’area che è ancora in via di ristrutturazione con un approccio eco-responsabile, privilegiando le energie rinnovabili, i materiali sostenibili e il know-how locale.

Il progetto è dedicato all’economia circolare ed eroga servizi utili per il territorio occupandosi di smistamento e riciclo dei materiali, dell’accoglienza di botteghe artigianali e di eventi culturali e formazione. È un polo logistico alternativo ed ecologico dell’ultimo km, che per la consegna è quello più costoso e inquinante, essendo il punto di arrivo per le merci che vengono poi consegnate al centro della città. POP fa da connettore tra il servizio di Taco & Co, che raccoglie vetri e carta da ristoranti e mercato, e il valorizzatore, dove poi confluiscono. Prestissimo sarà pronta una cucina a vista aperta ai visitatori, naturalmente biologica e sostenibile.

Cavalli, tori, uccelli tra acqua e cielo

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La distesa di acque salmastre e i canneti al Marais © Amis Des Marais Du Vigueirat

 Con la bici (se non l’avete portata con voi la noleggiate in città), potete andare incontro alla natura selvaggia e unica in Europa. La meta è il Marais du Vigueirat, a circa 25 km dal centro di Arles. Costeggiando il fiume Rodano si pedala sempre in pianura o in leggera discesa, quindi il percorso è facile e alla portata di tutti. Lungo il tragitto su pista ciclabile, trovate il Pont de Langlois, detto anche comunemente il ponte Van Gogh, perché dipinto dall’artista i più versioni.

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Pont de Langlois © Maddalena Stendardi

Siete in Camargue, un’ampia area umida sulla rotta di molti uccelli che migrano dall’Europa all’Africa e che qui sostano, una ricchissima zona dal punto di vista biologico, tra il delta del Rodano e il Mar Mediterraneo. Spiagge, risaie, campi di grano, canneti, saline, mare…

Arrivate quindi alla riserva naturale del Vigueirat, 1.200 ettari tra il fiume e la steppa della Crau: praterie e boschi inondati, distese salate, vasti specchi d’acqua e il grande canneto. Classificato come Riserva Naturale Nazionale, lo spettacolare paesaggio che vi accoglie costituisce una zona centrale della Riserva della Biosfera della Camargue.

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Un percorso nel Marais du Vigueirat © Maddalena Stendardi

Qui si osservano oltre 2.000 specie animali e vegetali e più di 300 specie di uccelli: l’ibis lucido, il moriglione, il tarabuso (detto anche il Signore delle zone umide, difficilissimo da avvistare e dal canto inconfondibile), le lusciniole baffute, la cicogna bianca, il fenicottero maggiore. D’estate si vedono l’airone rosso, il tarabusino, la nitticora, il gruccione europeo, il falco pescatore, il cuculo rosso maggiore, la sterna e la capinera; d’inverno le gru e il pendolino. Durante la migrazione passano e sostano nel Marais la cicogna nera, la spatola euroasiatica e le sterne. Per quanto riguarda la fauna, oltre a libellule, farfalle, tartarughe marine, serpenti e cinghiali, ci sono cinque mandrie di tori e cavalli di Camargue che contribuiscono al mantenimento quotidiano del sito attraverso il pascolo.

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Una guida ci introduce al Marais du Vigueirat © Maddalena Stendardi

L’associazione Les amis des Marais du Viguerat gestisce la riserva con lo scopo di proteggerla, accogliere e sensibilizzare il pubblico e di inserire a livello professionale persone in difficoltà, che partecipano al lavoro quotidiano del sito e allo sviluppo economico dell’associazione. Le visite durante tutto l’anno sono libere su sentieri organizzati o con guida naturalista, oppure potete fare tour guidati in calesse o passeggiate a cavallo dalla primavera all’autunno. Da aprile di quest’anno un nuovo itinerario arricchisce la scoperta nel Marais: è il Sentiero Uomo e Natura, percorso pedonale lungo poco più di 1,5 km accessibile in autonomia.

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Sentiero Uomo Natura © Jean Laurent Lucchesi

Nella riserva si tengono, a seconda delle stagioni, uscite tematiche e corsi di fotografia naturalistica, mostre, eventi, festival, vendita di prodotti del territorio come sale, riso, birra di riso, vino, olio d’oliva, latte di cavalla, libri e merchandising vario….

P.S.: in ogni caso da Arles si può prendere la linea 21 della rete Cartreize in direzione Port-Saint-Louis du Rhône, fermata Mas-Thibert centro. Quindi attraversate il paese fino alla strada di accesso al Marais du Vigueirat e proseguite dritto per 2 km fino alla reception.

La cucina del sole

Camargue Social Club: insalata di riso e polentina © Maddalena Stendardi

Viene chiamata così la cucina provenzale, perché ricca di verdure che raccolgono i benefici del sole, per l’appunto. Una gioia per i vegetariani, benché qui oltre alle verdure le tipicità sono la carne di toro, il pesce, il riso di Camargue, le telline, l’anchoïade (salsa d’acciughe), il formaggio di capra, l’olio di oliva e, ça va sans dire, il sale. E aggiungiamo anche i dessert, immancabili nelle offerte dei menù, oltre ai vini della regione di Arles.

Fresco di inaugurazione, con ricette squisite e ben presentate in stoviglie di ceramica floreali e allegre è il Camargue Social Club, giovane ristorante inaugurato a giugno di quest’anno, che si ispira ai sapori genuini della Camargue. Si trovano qui specialità di mare, di terra e vegetariane. Ha una bella sala interna e un ampio dehors su strada pedonale.

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Le Réfectoire © Maddalena Stendardi

Le Réfectoire (ex mensa del cantiere ferroviario) è uno dei ristoranti del Luma Arles. Il menù è a base di prodotti freschi e locali, accompagnati spesso dal riso di Camargue. Le pareti all’interno del locale sono fatte di conchiglie di cozze frantumate miste alla polpa dei girasoli, i mobili sono costruiti con la sansa di oliva. Anche le tazzine nelle quali viene servito il caffè sono fatte al 100% con residui di caffè! Questo ristorante si impegna per il riciclo.

Se siete invece nelle vicinanze del Marais du Vigueirat e non avete portato con voi il pranzo da gustarvi nelle aree riservate al picnic, provate il Café de l’Avenir, situato all’ingresso del villaggio di Mas-Thibert (a 2 km dalla riserva naturale) che offre piatti tradizionali a base di prodotti locali e freschi. Una piacevole sosta all’ombra degli alberi quando fa caldo.

Santé!

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Domaine Attilon, la Residenza © Maddalena Stendardi

Appassionati viticoltori, Renaud e Odile de Roux da molti anni gestiscono tra la Crau e il Rodano i vigneti di Domaine Attilon, e dal 1983 producono e invecchiano costantemente vino biologico, rispettando la natura. La loro tenuta, sulle rive del Rodano, è costituita da boschi di querce che circondano i vigneti.

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Domaine Attilon con i vini esposti al pubblico

Il terroir è composto da suoli sabbiosi-argillosi-calcarei sulla ghiaia del fiume e il clima è caratterizzato dal maestrale, che scaccia naturalmente malattie e insetti dannosi, e dalla presenza di sole con scarse precipitazioni. Fortunatamente le radici delle piante vanno molto in profondità e questo permette loro di trovare l’acqua nel sottosuolo, ma quando fa eccessivamente caldo le vigne sono bagnate con le acque del fiume. Questa modalità di sfruttamento e le condizioni naturali contribuiscono alla produzione di vini rosati freschi, bianchi aromatici e floreali, rossi strutturati o vini più chiari e fruttati. Nei 90 ettari di vigneto l’azienda coltiva diversi vitigni: Merlot, Marselan, Pinot Nero e Cabernet-Sauvignon, Pinot Nero, Syrah e Caladoc, Chardonnay, Sauvignon, Colombard e Moscato. Oltre al vino biologico è prodotto anche quello etichettato vegano.

Occhio all’immagine!

Les Rencontres d’Arles

 Effervescente e ricco di nuove idee artistiche è il famoso appuntamento annuale, per professionisti e non, Les Rencontres de la photographie  (da luglio a settembre): con più di quaranta mostre allestite in vari siti della città, i Rencontres hanno contribuito dal 1970 a trasmettere e a creare il patrimonio fotografico mondiale. Se siete in zona nel momento giusto, approfittatene per visitare le esposizioni di questa arte che tutti pensano di conoscere e maneggiare, ma in realtà c’è molto da imparare, e non solo a livello tecnico…

PERCHÉ È SOSTENIBILE 
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Saint Trophime © Maddalena Stendardi

Gli esempi citati in questo articolo dimostrano che Arles è anche un crogiuolo di idee e innovazioni riguardo la sostenibilità, dalla quale non si prescinde. Un fermento inarrestabile. Inoltre, Provence Tourisme propone un impegno centrato sul turismo che dà benefici economici ma anche benessere agli abitanti e si premura di conservare la natura. Per gli alloggi promuove l’etichetta Clef Verte (Green Key), per i ristoranti l’etichetta Ecotable, per i comuni l’etichetta Città e Villaggi fioriti. Vuole creare e valorizzare offerte per regolare i flussi del turismo, rivedere le misure dell’attività turistica ed estendere la nozione di accoglienza a quella di ospitalità per includere tutte le persone che vivono sullo stesso territorio. A settembre 2021 Provence Tourisme ha presentato il Manifesto per un turismo responsabile, 10 impegni delineati in una ventina di azioni concrete, elaborate da e per gli organismi istituzionali del turismo e programmate su 3 anni (2021-2023).

CONSIGLI DI VIAGGIO 

Quando andare

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Il giardino dell’Hotel di Musée ad Arles © Maddalena Stendardi

Grazie al clima mediterraneo, Arles si può confortevolmente visitare tutto l’anno, ma i periodi migliori sono da aprile a settembre. A luglio e agosto a causa del festival della fotografia, Arles è congestionata, quindi consigliamo di prenotare per tempo, e se amate la pace non è il periodo giusto per godervela.

Come arrivare

Treno

Noi lo consigliamo sempre per viaggiare, se possibile: in 7H:40 si arriva ad Arles da Milano, con qualche cambio.

Auto

Passando il confine a Ventimiglia, proseguite sull’autostrada A8 seguendo le indicazioni e uscite ad Arles.

Aereo

L’Aéroport Marseille Provence, è l’aeroporto più vicino ad Arles. Da Marsiglia ad Arles potete noleggiare un’auto o prendere un treno.

Cosa portare

Portate sempre con voi la borraccia per avere acqua fresca a disposizione senza comprare quella della bottiglietta in plastica. Vestitevi a cipolla, abbiate con voi protezione solare e repellente per le zanzare, berretto con visiera, occhiali da sole, sneakers o scarpe comode e sandali confortevoli, perché c’è tanto da camminare. Binocolo, guida all’identificazione delle specie, giacca a vento, perché il maestrale soffia spesso e può rinfrescare, macchina fotografica, blocchetto per disegnare o prendere appunti.

GREEN TIPS 
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Cavalli di Camargue © Maddalena Stendardi

Se siete stanchi o non volete pedalare, il servizio Hoplà fa per voi: una navetta-bici gratuita ed ecologica a due posti che vi porta il più vicino possibile ai monumenti della città, con una partenza ogni 10 minuti da Boulevard Clémenceau. Funziona dal martedì al sabato dalle 9 alle 18 dal 12/09 al 11/04; e dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 19 dal 14/04 al 12/09. Il bus navetta elettrico Vi’Arelate ogni 16 minuti, serve la città da est a ovest (costo del viaggio: 1€).

Al Marais du Viguerat ci sono posti all’ombra dove lasciare il vostro amico Fido, perché gli animali domestici non possono entrare nella riserva. Attenetevi scrupolosamente alle indicazioni durante la vostra esplorazione, e cioè:

  • Rimanete sui sentieri e rispettate le proprietà private
  • Non accendete fuochi o barbecue
  • Rispettate gli animali e non fate rumore
  • Buttate i vostri rifiuti negli appositi contenitori

Link utili

arlestourisme.com/fr

myprovence.fr

RINGRAZIAMENTI

Si ringraziano gli organizzatori del viaggio e delle esperienze che hanno finanziato ed organizzato la nostra accoglienza.

CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA PER LA FRANCIA DI MARSIGLIA (www.ccif-marseille.com)

CONSEIL DEPARTEMENTAL DES BOUCHES-DU-RHONE (www.departement13.fr)

PROVENCE TOURISME (www.myprovence.fr)

Alessandra Rasetti, interprete e traduttrice

Annick Bordeyne, PR Provence Tourisme – Bocche del Rodano

 

 

 

Giornalista e Photoeditor, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Sono nella NEOS, associazione italiana di giornalisti e fotografi di viaggio. Vivo a Milano e in Toscana.

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