Lisbona, oceano di luce

Tutte le fotografie sono di Maddalena Stendardi
“Città bianca”, irradiata di luce, arrampicata su sette colli che si affacciano sull’estuario del fiume Tago, in prossimità dell’Oceano Atlantico. Lisbona, 3 mln di abitanti nell’area metropolitana, è una delle città più cool e ospitali del mondo, viva, all’avanguardia ed emozionante. Capitale green d’Europa nel 2020, non è un caso che ottenga punteggi sopra la media riguardo le migliori condizioni per abbinare lavoro e vacanza. L’inquinamento è basso e la qualità dell’aria è alta come quella del verde urbano e dei parchi. È da anni che la città lavora a un programma incentrato su sostenibilità ed ecologia per residenti e visitatori.
Guide e informazioni ne trovate quante ne volete, per cui scrivo solo qualche appunto personale del viaggio che mi è veramente rimasto nel cuore. Quando penso a Lisbona voglio ritornarci subito e scoprirla ancora e ancora. Tre giorni non bastano.
Due nuove vite, ma anche tre
Le rinascite che hanno dato un volto nuovo alla città hanno due date importanti:
1755, anno in cui avvenne il devastante terremoto nel giorno degli Ognissanti, accompagnato da maremoto, incendi e 40.000 morti. Il Marchese de Pombal, allora ministro del governo, ha fatto ricostruire la Baixa, il lussuoso quartiere dalle strade larghe e ortagonali, e la Praça do Comércio. Aperta verso il Tago, la piazza è il centro politico ed economico della città, il suo salotto, dove domina la statua di Don José I, la più antica a essere dedicata a un re a Lisbona.
1998, l’evento dell’Expo grazie al quale sono nati progetti urbanistici innovativi che ancora oggi si ammirano anche al Parque das Naçoes.
2008, la terza vita: nonostante poi la recessione che ha messo il Portogallo in ginocchio, Lisbona ha continuato a lavorare sui progetti improntati alla sostenibilità e che ha dato già risultati visibili e concreti.
Come muoversi
Lisbona si gira a piedi, ovviamente: bisogna lasciarsi trasportare dalla magia dell’atmosfera e raggiungere i miradouros, le terrazze panoramiche che donano incantevoli vedute sul Tago e sulla città, difficile dire quale sia il migliore. E girovagare nel quartiere dell’Alfama, il più antico della città, tra vicoli e cortili dove perdersi: piccole botteghe, casas de fado – la musica tradizionale portoghese, intrecci di stradine, case aggrappate l’una all’altra. Qui vi consiglio lo smartphone per orientarvi con google maps.

Museu Arquelogico del Carmo
Stupitevi anche visitando il Museu Arquelogico del Carmo (Largo do Carmo) nel quartiere Chiado, uno dei più romantici di Lisbona e noto per lo shopping. Il Museo si trova nelle rovine della chiesa del convento di Santa Maria del Carmo (1389). Il terremoto del 1755 ha rovinato anche questo magnifico monumento gotico e i lavori per ristrutturalo, iniziati nel 1756, sono stati interrotti nel 1834, anno dell’estinzione degli ordini religiosi del Portogallo. La chiesa quindi è rimasta senza tetto e le cappelle incomplete. All’interno, reperti preistorici, sepolcri, mummie, azulejos e un video in loop racconta la sua storia.
Viaggiate anche con i tram, gli electricos, un mezzo che risparmia difficoltose salite e porta da un colle all’altro. Se volete seguire quello che fanno generalmente i turisti, prendete il famoso 28 che fa il giro classico della città, attraversando quartieri come Alfama, Graça, Baixa, Chiado e il Barrio alto: ricordatevi però che è sempre affollatissimo. Anche la metropolitana regala una bella sorpresa, perché i sotterranei sono veri e propri percorsi d’arte con installazioni e creazioni di artisti contemporanei.
Potete noleggiare la bici: il posto più semplice dove usarla è la pista ciclabile lungo il Tago, perché è pianeggiante. Lungo la riva passerete accanto al Ponte De 25 Abril, lungo 2200 metri, la Praça do Comércio, il Padrão dos Descobrimentos fino alla Torre de Belem.

Ponte 25 de Abril
Intrigante salire sullo Yellow Bus per fare un giro turistico nella Lisbona Moderna, quella costruita in occasione dell’EXPO ’98. Durante il tour, spiegato in ogni lingua, si vedono i contrasti della città, dal vecchio centro all’innovativo Parque das Naçoes, un progetto globale che ha riqualificato una vasta area nella zona orientale sulla banchina del Tago. Qui vedrete la Stazione Oriente di Calatrava e il ponte di Vasco de Gama che supera i 17 Km di lunghezza, il secondo più esteso d’Europa. E potete scendere dal bus alla fermata che desiderate per esplorare da vicino il Museo de Azulejo, l’Oceanario, il Pavilhao de Portugal, il Centro Vasco de Gama, la strada dei restauratori… Durante il tour vi renderete conto che la street art, i murales, qui sono cosa seria e ne troverete tanti e molto belli.
Dalla parte opposta del Parque, a occidente, trovate il Museu Nacional de Arte Antiga (R. das Janelas Verdes), il più importante dell’intero Portogallo, che comprende complete collezioni pubbliche dal XII al XIX secolo tra dipinti, porcellane, sculture, gioielleria portoghese, africana e orientale. Tra questi ho ammirato i pannelli della storia di San Vincenzo di Nuno Gonçalves, il trittico delle Tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch, il Sant’Agostino di Piero della Francesca, facente parte di un polittico smembrato e poi disperso in varie parti del mondo, e Il Miracolo di Sant’Eusebio di Cremona di Raffaello. Sempre un bel vedere.
Qui è iniziata la globalizzazione
Tra il XV e il XVI secolo, epoca delle scoperte geografiche, gli abitanti della parte più occidentale dell’Europa continentale furono i primi a partire, seguiti da spagnoli, inglesi, francesi e olandesi. Con 830 km di coste i portoghesi avevano una notevole esperienza marinara e la misero a frutto, definendo una rotta marittima per il commercio che dalle Coste dell’Africa passava dal Capo di Buona Speranza (doppiato da Vasco de Gama) e arrivava nelle Indie.

Per questo è inevitabile salire in cima al Padrão dos Descobrimentos (Avenida de Brasilia), la gigantesca prua di nave in pietra costruita nel 1960, con a bordo i protagonisti illustri che hanno contribuito ai viaggi: l’Infante Dom Henrique (Enrico il Navigatore), Vasco de Gama, Magellano e Cabral. Il monumento che celebra le grandi scoperte geografiche di questo Paese (Ceuta, Madeira, Azzorre, Estuario del Congo, Capo di Buona Speranza, Mozambico, Calcutta, Brasile….) è affacciato sul Tago. Dall’alto vedrete in tutto il suo splendore la Rosa dei venti che si trova ai suoi piedi. Questa è un mosaico di 50 m di diametro, dove sono segnati come in una mappa i territori dove arrivarono i portoghesi tra il XV e il XVI secolo. Fu donata dal governo del Sudafrica nel 1960.

Rosa dei venti
In zona avete la possibilità di provare le deliziose e mitiche tortine di sfoglia calda ripiene di crema: i migliori Pasteis de nata di Lisbona, appena sfornati all’Antiga Confeitaria de Belém (rua de Belèm 84) cha ha acquistato la ricetta dal vicino monastero Dos Jerónimos di Belém quando venne chiuso nel 1834.

Torre Belem
E consiglio di aspettare il tramonto alla vicina Torre di Belem, altro simbolo di Lisbona. C’è il suo perché: quando il sole sta per tuffarsi nel fiume, una folla di persone si schiera sulla riva per lo spettacolo e applaude alla struggente bellezza che si manifesta davanti ai loro occhi. Un’esperienza indimenticabile. Poi ognuno torna alle proprie faccende.
Per dormire
Io ho alloggiato nella Guest House Archi-Pelago Alfama Design situata in una posizione strategica nel Quartiere Sao Vicente di Lisbona. Nella struttura è a disposizione una cucina in comune e la connessione WiFi gratuita. Tutte le stanze di design sono climatizzate, hanno un bagno privato e in alcuni casi anche un patio. L’Archi-Pelago Alfama Design Suites ha una terrazza deliziosa dove prendere la colazione al mattino o contemplare il cielo blu per riposarsi. Ma non è facile trovare posto, per questo consiglio di prenotare con largo anticipo.
Un acquisto da fare è quello delle scatole di sardine da Comur, uno dei più grandi marchi dell’industria conserviera portoghese. Fondata nel 1942 a Murtosa per l’esportazione delle anguille, oggi produce con metodo artigianale una trentina di varietà di conserve con i sapori del mare. Entrare in uno dei loro punti vendita è una festa per gli occhi: le scatolette artistiche che riempiono pareti e scaffali, con sardine, tonno, ventresca polpo e così via, sono da collezione.
Lisbona gluten free

Despensa n 6
Tra le specialità gastronomiche trovate Vinho Verde (vino giovane), baccalà, proveniente in gran parte dalla Norvegia ma lavorato e riproposto in innumerevoli ricette, sardine, formaggi, pasteis de nata. E la ginjinha, inimitabile distillato a base di amarene, delizioso. Io cito però tre punti di ristoro gluten free, i più difficili da trovare quando si viaggia, ma le intolleranze al glutine ormai sono molto diffuse e chi ne soffre deve avere punti di riferimento ovunque.
Despensa n.6 gluten free (Avenida Sacadura Cabral, 6°)
Pasticceria sana, senza zuccheri raffinati, con ingredienti di origine biologica, senza glutine, vegana, ottimo per prima colazione, brunch, spuntino, in una via tranquilla.
Zarzuela (Bernardino Costa 23) Pasticceria che offre un’infinita varietà di proposte senza glutine e senza lattosio di ottima qualità, sia dolci sia salate. E per chi preferisce fermarsi per pranzo, è disponibile un menù che include pizza, toast, panini e piatti tradizionali.
Rice Me (R. Carlos Testa 18)
Lo dice il nome: varianti di riso di qualità, ogni piatto può essere “composto” con quello che si preferisce. Cucina salutare, leggera e a costo contenuto.
La Trattoria (R. Artilharia 1, 79)
Ristorante “italiano” che offre cibi senza glutine con moltissime offerte, dai risotti ai secondi di carne e pesce.
PERCHÉ È SOSTENIBILE
- Lisbona si gira a piedi
- È stata capitale verde d’Europa nel 2020.
- Capitale della bicicletta nel 2021, quasi 200 km di piste ciclabili
- Ha implementato il trasporto pubblico
- Ha inaugurato nuovi parchi collegandoli con ponti naturali in modo che gli abitanti li possano attraversare senza mai uscire dal verde
- Tra questi, il Parco di Monsanto è una grandissima zona verde nella città, uno dei più grandi d’Europa
- Ha una gestione sostenibile del suolo per affrontare i cambiamenti climatici
- Dal 2002 al 2014 Lisbona ha tagliato le emissioni di C02 del 50 per cento e ha ridotto il consumo di energia del 23 per cento; mentre dal 2007 al 2013 ha diminuito il consumo di acqua del 17 per cento.
- A due passi dalla città c’è Alcochete dove ha sede la Riserva Naturale dell’estuario del Tago. È la più estesa zona umida del paese ed è una delle dieci più importanti d’Europa, luogo privilegiato per la nidificazione di numerose specie di uccelli. Può essere visitata a piedi, in barca o in bicicletta lungo percorsi prestabiliti e lo spettacolo di stormi di fenicotteri rosa è incredibile
CONSIGLI DI VIAGGIO
Quando andare
I mesi con clima mite e meno folla vanno da aprile a giugno e da settembre a novembre.
Come arrivare
In aereo o in treno + bus, in questo caso il viaggio impiega un giorno intero se si parte da Milano. Come farsi un’idea di quale mezzo scegliere: Rome2rio
Cosa portare
Portare sempre borraccia, crema solare, occhiali da sole, berrettino e macchina fotografica (o smartphone), sciarpetta per la gola, sneakers anti scivolo, ricarica cellulare. Sono molti i lisbonesi che non parlano inglese, quindi avrete bisogno di un vocabolario minimo per farvi capire.
GREEN TIPS
Buttate i vostri rifiuti negli appositi spazi, evitate bottigliette di plastica per l’acqua e usate la borraccia. Attenzione: ci sono le multe per chi getta per strada i mozziconi di sigarette. Abbiate pazienza: i lisbonesi sono gentili e ospitali, ma hanno tempi diversi rispetto a quelli del milanese imbruttito (tutto subito). Quindi rispetto, sempre. I residenti ringraziano.
Siti web utili

Psola longhini
Grazie Maddalena per essere stata in grado di descrivere minuziosamente tanti aspetti di una città assolutamente da vedere.
Tanti spunti info per girarla al meglio.
Grazie
Paola