Monte Isola: qui le auto sono bandite e i gatti hanno un condominio

Foto Reinhold
Arrivando al porticciolo di Sulzano, in provincia di Brescia, il lago si apre e in mezzo, quasi per dispetto alla geografia, spunta una montagna. Verde, imponente, con l’aria di chi sa di essere speciale: è Monte Isola, l’isola lacustre abitata più grande e più alta d’Europa, che conserva uno tra i borghi più belli d’Italia ed è, contemporaneamente, un trionfo della natura. È uno dei luoghi sostenibili de quale abbiamo accennato qui. Il perimetro misura 9 chilometri, l’altezza sfiora i 600 metri, e per girarla tutta servono un paio d’ore e mezzo a piedi, un’ora se si pedala e le gambe reggono. Sulle pendici e in riva al lago si contano undici frazioni, unite da stradine dove le auto, salvo quelle di servizio, sono bandite. La costa e il primo entroterra sono un pulviscolo di case, il resto è boschi e qualche coltivo; in cima, isolato e bianco, veglia il santuario della Madonna della Ceriola, sorto secoli fa sui resti di un tempio pagano, perché i luoghi sacri cambiano fede ma raramente indirizzo.
Siamo sul lago d’Iseo, o Sebino se preferite il suo doppio nome, abitudine tutta lombarda, questa, di ribattezzare i laghi con un secondo appellativo. È il sesto lago più grande d’Italia, di origine glaciale, incastonato tra le province di Bergamo e Brescia, e si infila con eleganza tra due mondi diversissimi: la Franciacorta, terra di bollicine che nulla ha da invidiare allo champagne francese, e la bassa Val Camonica, scrigno di incisioni rupestri straordinarie per ricchezza e varietà, testimoni del legame antico tra uomo e roccia, patrimonio UNESCO dal 1979.
Monte Isola, che si vanta di essere l’isola più alta d’Europa, si raggiunge in traghetto da quasi tutti i paesi che si affacciano sul lago, ma le corse più frequenti partono da Sulzano, borgo antico circondato da monti che amano specchiarsi nell’acqua, con le sue ville liberty, i giardini curati e i vicoli tipici che invitano a perdersi un po’. Oltre a ospitare l’Associazione Nautica Sebina, Sulzano è il punto di partenza di due itinerari panoramici a piedi che ripercorrono un tratto dell’Antica Strada Valeriana, quella che da Brescia si dirama fino al Passo del Tonale da un lato e a quello dell’Aprica dall’altro.
Ci si imbarca dunque per Monte Isola e si attracca a Peschiera Maraglio, paese di pescatori e di artigiani delle reti, dove al porticciolo restano ormeggiati i naèt, le tradizionali barche a remi del Sebino, affusolate, dal fondo piatto, pensate per la voga in piedi. I pescatori escono all’alba, gettano le reti e le ritirano il giorno dopo, portando a riva cavedani, persici, coregoni, salmerini e agoni, le sardine di lago. Ed è qui che saltano all’occhio gli “archetti”: piccole strutture in rami di frassino o carpino, piegate ad arco e legate alle estremità, dove le sardine – pescate, pulite, salate e poi risciacquate – vengono appese a essiccare al sole, anche per un mese intero. I pesciolini finiscono infine in contenitori di latta, pressati e coperti d’olio: così si conservano anche per un anno.
Tra vie strette e piazzette, tutte di sasso e di storia, ci si ferma davanti alla chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, nata nel Cinquecento e rimaneggiata più volte, ricca all’interno di affreschi e stucchi che meritano una sosta in più. Accanto sorge il palazzo degli Oldofredi, potente famiglia ghibellina, avversaria di Venezia e signora del lago d’Iseo e della Franciacorta per secoli: qui, nel 1497, trovò ospitalità Caterina Cornaro, regina di Cipro. Oggi il palazzo è sede di un residence con ristorante: il luogo si reinventa.
Per conoscere l’isola un poco alla volta, si procede sul lungolago meridionale in senso orario, verso Sensole. Camminando si incontrano i curiosi Cipressi Calvi (Taxodium disticum), che affondano lungo la riva con radici che emergono dal suolo come piccoli spuntoni, veri e propri organi respiratori per la pianta sommersa. Questa conifera fu tra i primi alberi americani a sbarcare in Europa, nel Seicento: nata in terreni paludosi, si trova a suo agio sulle rive di laghi e fiumi, dove in autunno accende la chioma di colori caldi. La particolarità, insolita per una conifera, è che perde le foglie in inverno: ecco spiegato il suo nome.
Proseguendo lungo la strada compare un cartello stradale piuttosto inatteso: attenzione ai gatti. Viene spontaneo chiedersi quanto siano temibili questi felini. In realtà vivono in una sorta di condominio, con casette di legno costruite apposta per loro su un prato accanto alla passeggiata lungolago. Biciclette e scooter dei residenti devono procedere con prudenza sulla via delle piccole tigri, mentre i pedoni, a loro volta, devono ricordarsi di guardare per i pochi veicoli in transito. Fanno da corollario alla colonia felina alcune anatre appollaiate sul muretto a picco sul lago, che osservano l’acqua come rapite dalla calma, mentre altre si affrettano a insegnare a nuotare ai piccoli appena nati.

Foto Richardley
Da Sensole si scorge più da vicino la piccola Isola di San Paolo, un tempo abitata dai cluniacensi, la congregazione religiosa figlia dell’Ordine di San Benedetto, e oggi privata e di proprietà della famiglia Beretta, quella delle armi. La strada sale verso Menzino e la sua Rocca, eretta anch’essa nel Trecento dagli Oldofredi, e proseguendo a nord si arriva a Siviano, borgo medievale fortificato e capoluogo dell’isola, dove si trova anche il Museo della Rete.
Una salita più impegnativa porta a Masse e Cure, frazioni note per la produzione artigianale del salame; da Cure si raggiunge il Santuario della Ceriola, di architettura barocca, edificato nel Quattrocento. Il luogo sacro regala il punto più panoramico di Monte Isola, con vista a 360 gradi su lago e Franciacorta. Da Siviano una strada conduce a Carzano, sul versante nord-orientale, dove l’ultima edizione della quinquennale Festa di Santa Croce – strade addobbate da un numero impressionante di fiori di carta fatti dagli abitanti e rami di pino – è stata nel 2025. Di fronte a Carzano si trova l’Isola di Loreto, sede nel Quattrocento del convento delle Clarisse e oggi proprietà privata. Non resta che circumnavigarla in barca, per scorgere da lontano la villa e la sua torretta merlata.
Monte Isola è stata protagonista, per un paio di settimane tra giugno e luglio 2016, dell’installazione temporanea di land art firmata da Christo e Jeanne-Claude: i celebri Floating Piers, passerelle galleggianti color arancio brillante che collegavano Sulzano a Peschiera e all’isola di San Paolo. Affollatissima di turisti in quei giorni, l’isola è tornata alla calma e al silenzio abituali del lago non appena i pontili sono stati smontati e riciclati, con sollievo di residenti, flora e fauna.

Sardine essiccate al sole
Tra i prodotti tipici dell’isola, oltre alle sardine essiccate, spicca il salame, la cui carne è tagliata al coltello a cubetti (gli apparecchi elettrici sono severamente banditi) e affumicata nella “ca’ del salam”, cantina apposita con soffitto a volte e camino chiuso, che riempie la stanza di fumo e regala sapore ai salami appesi. C’è poi il delicato olio extravergine d’oliva, favorito dal microclima del lago che rende fertile il suolo e nutre le olive giallo dorate sulle 13.000 piante sparse sul territorio. I piatti tipici raccontano il pesce di lago: sardine essiccate e scottate su polenta scaldata alla brace, coregone al forno, persico impanato, alborelle fritte. E infine le reti da pesca, produzione caratteristica dell’isola: sono le stesse che ritroviamo ai mondiali di calcio, al Roland Garros, nei campionati di basket e volley, sulle piste da sci e nei cantieri.
Il traghetto per Monte Isola prevede tariffe a zone. Da Sulzano a Peschiera Maraglio (il percorso più breve, dura cinque minuti) il costo è di € 1,80 a tratta. A questo si aggiunge un contributo di sbarco obbligatorio di € 1,50 per i non residenti. Ci sono diverse spiagge libere e prati dove sostare per fare il bagno o un picnic, ma anche buoni ristoranti e una serie di strutture per l’ospitalità: è un luogo adatto anche per stare beatamente soli con se stessi, se si volesse.

Lascia un commento