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Santiago, un cammino per ricominciare: il film che trasforma la Via Podiensis in un viaggio di rinascita

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© 2025 Marie-Camille Orlando – Eveya Productions – Page Films – Apollo Films Distribution – France 3 Cinéma – Auvergne-Rhône-Alpes Cinéma- Artémis Productions

Ci sono film che ti prendono per mano e ti trascinano per chilometri, tra paesaggi imponenti e una fotografia da fermare il fiato, lungo i tratti più suggestivi della Via Podiensis, uno dei grandi itinerari francesi verso Santiago di Compostela.

Il cammino, nel film, parte da una botola sorprendente che si spalanca nel pavimento della cattedrale di Le Puy en Velay, nell’Alta Loira. Questa “Via del Puy” (che coincide col GR®65) è la più battuta tra i quattro cammini che attraversano la Francia e convergono verso la Spagna.

La trama racconta l’incontro tra due persone agli antipodi, che a prima vista sembrano avere poco da spartire, ma finiranno per riscrivere insieme il proprio destino. Adam è un adolescente segnato dall’abbandono, con una vita turbolenta, un mix esplosivo di rabbia, disperazione, dolore e ironia; Fred è una professoressa che attraversa un periodo complicato, sospesa dall’insegnamento dopo un grave errore, incapace di ricucire il rapporto con la figlia e lasciata dal marito. Lei deve rimettere ordine nella propria vita, lui placare la rabbia e quel senso di abbandono che si porta dentro. Ma il filo che li unisce è proprio l’abbandono insieme alla ricerca di una famiglia.

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© 2025 Marie-Camille Orlando – Eveya Productions – Page Films – Apollo Films Distribution – France 3 Cinéma – Auvergne-Rhône-Alpes Cinéma- Artémis Productions

Grazie a un’associazione che offre percorsi educativi alternativi al carcere, Adam intraprende il Cammino di Santiago di Compostela accompagnato da Fred che lo deve guidare. Chilometro dopo chilometro, tra fatica, natura spettacolare, odio e amore, dialoghi e silenzi, nasce un legame profondo che li porterà a guardare la vita con occhi diversi.

Tratto dal romanzo Marche et invente ta vie di Bernard Ollivier, la storia si ispira a vicende reali e all’esperienza dell’associazione francese Seuil, che da anni propone ai giovani seguiti dalla giustizia minorile o dai servizi sociali un percorso educativo alternativo alla detenzione: lunghi cammini (chiamati “cammini di transizione”) di oltre tre mesi. 25 km al giorno, telefono spento e zero distrazioni, tempo in cui i giovani e i loro accompagnatori imparano a fare i conti con se stessi, con gli altri e con il mondo. Quando si parte per un cammino così lungo, infatti, si porta con sé materialmente solo l’essenziale e ci si spoglia pure intellettualmente del superfluo per ritrovarsi.

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© 2025 Marie-Camille Orlando – Eveya Productions – Page Films – Apollo Films Distribution – France 3 Cinéma – Auvergne-Rhône-Alpes Cinéma- Artémis Productions

Metaforica la scena alla Cruz de Ferro, luogo mitico del cammino verso Compostela, dove entrambi, come gli altri pellegrini, lasciano un oggetto simbolo di ciò che volevano gettarsi alle spalle.
Il Cammino di Santiago parla di un viaggio di rinascita (ne abbiamo parlato anche nell’articolo dedicato al Cammino di San Francesco, al paragrafo “Perché si cammina”), capace di parlare a ogni generazione, affrontando anche il tema della giustizia riparativa E la scritta che appare alla fine del film lo mette nero su bianco: ogni anno tremila giovani vengono condannati per reati di delinquenza, finiscono in prigione e il 70% di loro diventa un delinquente ancora più incallito nei due anni successivi all’uscita. Dopo un Cammino con un accompagnatore, invece, il 60% dei giovani ritrova un senso alla propria vita, si reinserisce e si ricostruisce.

A interpretare i protagonisti di questo viaggio sono Alexandra Lamy, tra le attrici francesi più amate degli ultimi anni, e il giovane Julien Le Berre, qui al suo esordio cinematografico, in un’interpretazione che restituisce tutta la fragilità e la forza di un ragazzo alla ricerca del proprio posto nel mondo.
“Affrontare la fatica, la natura, staccarsi dai social, ritrovarsi: è un percorso di ricostruzione straordinario. Credo sia fondamentale tendere la mano ai giovani in difficoltà. Dietro la loro durezza c’è spesso sofferenza, ma hanno un grande potenziale. Bisogna dare loro una possibilità”, dice Alexandra Lamy, l’attrice nel ruolo di Fred.

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Santiago, un cammino per ricominciare, il film di Yann Samuell (Amami se hai coraggio, La guerra dei bottoni) arriva nei cinema italiani dal 24 settembre distribuito da Officine UBU.

 

Giornalista e Photoeditor, ho iniziato a lavorare nelle riviste di viaggio molti anni fa, ed è stato subito amore! Mi sono poi interessata di benessere ed ecologia e ho sommato queste passioni nella mia creatura: Ecoturismonline. Vivo tra Milano e la campagna toscana.

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