IT.A.CÀ a Milano: il turismo responsabile approda ai Navigli
Dal 23 al 25 ottobre 2026 la città della moda, del design e delle fiere ospita una tappa del festival I.TA.CÀ che invita a viaggiare “con occhi diversi”

Milano e il turismo responsabile: a prima vista sembra l’accoppiata più improbabile del calendario. La città che si scrive con la maiuscola della Fashion Week, che riempie gli alberghi per il Salone del Mobile e vive di business class e lanyard al collo, ospita per un lungo weekend un festival che ci chiede di rallentare, di guardarci intorno e di domandarci che cosa lasciamo dove passiamo. Eppure, funziona. Perché IT.A.CÀ, in fondo, nasce proprio da qui: dall’idea che il viaggio più interessante possa cominciare dietro l’angolo.
La storia di I.TA.CÀ che viaggia responsabilmente in tutta l’Italia
Per capire come si arriva a questo festival bisogna fare un passo indietro, fino a Bologna. Sonia Bregoli, cofondatrice del festival con Pierluigi Musarò, era già socia di YODA, l’associazione che organizza campi di volontariato internazionale. Chi passa la vita a mandare persone lontano finisce, prima o poi, per chiedersi che cosa succede a casa propria. Così nel 2009 nasce l’idea di una manifestazione che propone di viaggiare restando dove si è, ma con uno sguardo nuovo: il parco dietro casa, l’itinerario dimenticato, il quartiere che attraversiamo ogni giorno senza vederlo davvero.
Oggi IT.A.CÀ (“Sei a casa?” in dialetto bolognese) è alla sua diciottesima edizione e non è più un festival bolognese in trasferta: è una rete. Si ispira ai principi dell’AITR, l’Associazione Italiana Turismo Responsabile, e tra i suoi soci, più di duecentocinquanta, molti hanno deciso di “adottare” il festival e portarlo sul proprio territorio. Funziona così: ogni tappa ha un coordinatore locale (può essere un’associazione, una cooperativa, un’università, un comune, un’agenzia di viaggi e perfino un birrificio) e i coordinatori, riuniti, propongono e votano il tema dell’anno e la grafica che lo rappresenterà. Altro che calendario calato dall’alto. Il principio, a sentire Bregoli, è semplice: il festival senza rete locale non funziona, e le comunità e le culture del posto devono diventarne protagoniste.
C’è poi un effetto collaterale che a Bregoli sta particolarmente a cuore: ciò che nasce durante il festival spesso resta. A Bologna, per esempio, Migrantour – le passeggiate urbane condotte da cittadini migranti – è partito proprio come esperimento dentro IT.A.CÀ e oggi fa parte del lavoro quotidiano di chi lo porta avanti. Il festival è come un laboratorio, dove si prova e si vede l’effetto che fa.
Perché Milano e perché i Navigli

A raccontare la tappa milanese è Valentina Nargino, organizzatrice e communication manager di ViaggieMiraggi, tour operator e cooperativa che il turismo responsabile lo pratica dal 2001 e che a Milano ha la sua sede. Il festival lo conoscevano da anni, anche perché fanno parte dell’AITR, e un’esperienza di organizzazione ce l’avevano già: da nove anni curano il Festival del Social Walking, dedicato ai cammini. Quando l’AITR ha sondato, informalmente, la disponibilità a ospitare una tappa, la risposta è stata un sì di buon grado.
La ragione la spiega con una franchezza che fa sorridere: “A Milano parlare di turismo responsabile è sempre molto interessante”, perché è una delle grandi città in cui il turismo converge, “ovviamente un turismo di un certo tipo, legato alla moda, al design, agli affari”. Portare questi temi in una metropoli, rispetto alle tappe più storiche fatte di borghi, montagne e cammini, è sembrata una scommessa che valeva la pena di fare.
Il tema quest’anno è GEOGRAFIE DI PACE – mobilità/rsi attraverso confini e culture. Il luogo scelto sono i Navigli, ma con una furbizia tutta milanese. Niente movida: la maggior parte degli incontri si tiene alla Ex Fornace, spazio culturale del Municipio 6 che si affaccia sul Naviglio Pavese, il ramo meno battuto dagli aperitivi. Anche il calendario è stato pensato con cura, lontano dai grandi eventi cittadini e dall’alta stagione, in un periodo più tranquillo. Perché un festival sul turismo responsabile che si fa schiacciare dal turismo di massa sarebbe una piccola beffa.
I.TA.CÀ giorno per giorno

Il sipario si alza giovedì 22 ottobre con due appuntamenti OFF a Rab. Questo non è un bar (corso San Gottardo 41), un locale che si occupa di inclusione lavorativa: alle 18.30 l’inaugurazione della mostra a fumetti Pillole di Turismo Responsabile, alle 19 la presentazione del libro Orient Express. Parigi-Istanbul andata e ritorno con Tino Mantarro che l’ha scritto con Marco Carlone.
Venerdì 23 si parte alle 17.30 alla Ex Fornace con la mostra fotografica sui progetti della Rete VeM, dal Marocco alla Tanzania, e alle 18.30 con Mappe di Pace, l’incontro con Serena Baldini di Vento di Terra, ong che opera nei luoghi di conflitto e di abbandono per restituire dignità e potere alle persone e che quest’anno compie vent’anni, e Danilo De Biasio, direttore del Festival dei Diritti Umani.
Sabato 24 è la giornata più fitta. La mattina c’è Fuori rotta, talk e laboratorio per ripensare la geografia del turismo (10.30-12.30), mentre alle 11 parte la passeggiata con Refugees Welcome Italia, in cui le testimonianze di persone rifugiate e di chi le accoglie scandiscono le tappe del cammino. Nel pomeriggio si gioca a Turista Responsabile, il gioco da tavolo di ViaggieMiraggi (15-17), e si cammina con la guida Valentina Paoletich tra i “muri invisibili e disegnati” (16-18): graffiti e murales, certo, ma anche i muri simbolici, quelli della non comunicazione tra le culture che abitano la città. La serata si chiude alle 20 con Toponomastica, spettacolo di teatro-canzone.
Domenica 25 si scrive e si pedala. Alle 10 il workshop di scrittura di viaggio con Claudio Visentin, fondatore della Scuola del Viaggio; alle 11 l’escursione cicloturistica con FIAB Milano Ciclobby lungo il Naviglio Pavese verso il Parco Agricolo Sud Milano, un percorso facile e pianeggiante da fare con la propria bici. Nel pomeriggio una passeggiata tra i versi di Alda Merini e la Milano alternativa (15.30-17.30), e alle 18 la chiusura con Oliviero Ponte di Pino e Claudio Agostoni di Radio Popolare.
E poi, finito il festival?

Un incontro della scorsa edizione 2025
È la domanda giusta, e Nargino non la elude. ViaggieMiraggi, come ne abbiamo già scritto e sperimentato, non è solo un tour operator: è una cooperativa il cui statuto prevede esplicitamente la divulgazione dei temi del turismo responsabile. “Quello che facciamo è creare una cultura”, dice, attraverso i viaggi ma anche con presentazioni di libri, cene con i viaggiatori, collaborazioni con le realtà del commercio equo e con Banca Etica. Il risultato è “una ricaduta di conoscenze, di relazioni e di network” che a Milano si sente di più, semplicemente perché è lì che lavorano.
Forse è questo il senso più milanese dell’intera faccenda: non un evento che si accende e si spegne, ma un filo che si tiene teso tra un’edizione e l’altra. Con una camminata, una bici e, se va bene, uno sguardo un po’ diverso sulla città che credevamo di conoscere.
Date e luoghi
Tutti gli eventi sono gratuiti ma a numero chiuso, quindi è necessario iscriversi come indicato nel programma della tappa. Gli incontri, le presentazioni, lo spettacolo, il workshop e diversi appuntamenti alla Ex Fornace sono pubblicati come eventi gratuiti su iscrizione tramite Eventbrite.
Passeggiate guidate e cicloturismo sono gestiti attraverso Rete del Dono. Per la biciclettata ViaggieMiraggi indica espressamente una donazione di € 5 a copertura dell’assicurazione RC. La pagina di Rete del Dono associa inoltre alcune visite guidate a specifiche ricompense e donazioni.
- Giovedì 22 ottobre, dalle 18:30: eventi OFF a Rab. Questo non è un bar, corso San Gottardo 41 (la mostra resta visitabile fino al 27 ottobre).
- Da venerdì 23 a domenica 25 ottobre: tappa principale alla Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16, e lungo i Navigli.
- Iscrizioni: incontri e spettacolo gratuiti su Eventbrite; passeggiate e biciclettata tramite Rete del Dono (per la bici è indicata una donazione di 5 euro per l’assicurazione).
L’evento ha il Patrocinio del Mucinipio 6 del Comune di Milano, la media partnership di Radio Popolare e vedrà la partecipazione di partner culturali e ambientali come Altreconomia, Scuola del Viaggio, Vento di Terra ONG, Refugees Welcome Italia – Milano e FIAB Milano Ciclobby APS.

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