Finalese eco-sostenibile – Liguria
Dal paleolitico al contemporaneo
Deriva da Burgum Finarii, terra di confine, il nome Finalborgo, il più antico dei nuclei di Finale Ligure, in provincia di Savona (le altre frazioni sono Finalpia, Final Marina e Varigotti). E comincia qui il nostro weekend ecoturistico.
Cinto da mura, con quattro porte d’ingresso, è un borgo medievale ben conservato, segnalato come uno dei Borghi più belli d’Italia, ingentilito da palazzi quattrocenteschi e di epoca rinascimentale, modificati nel periodo della dominazione spagnola.
Lungo le strette stradine si affacciano artigiani che lavorano vetro, legno e ceramica. Ci sono anche gallerie d’arte contemporanea e negozi che vendono abbigliamento e articoli per arrampicate e attività outdoor, molto praticate in questa zona.
Non mancano locali per degustazioni, ristoranti e un’enoteca con selezione di birre e vini. Segnaliamo il recente Sbuccia (via Nicotera 37/39, cell. 333 1776619, 338 8242391), dove potete bere centrifughe e frullati e degustare sapori e vini liguri: gustosi sono i brunch della domenica.
L’aroma inconfondibile del chinotto
In piazza San Biagio, al numero 3, c’è l’ottima libreria ben fornita Come un Romanzo, con internet point e spazio dedicato a ragazzi e bambini, ricavata in un’antica casa con soffitto a volte e molto spaziosa. Qui troverete anche le guide dedicate al Finalese.
Sensu (via Nicotera, 16) produce e vende prodotti a base di Chinotto di Savona, Presidio Slow Food: dall’agrume si ricava la bibita, il liquore (ottimo digestivo), la marmellata, la gelatina, il miele, gli spicchi di chinotto sotto maraschino (squisiti!) e il dolce plumcake.
Le piante di chinotto di Savona sono coltivate all’Agricola Pamparino in via Caprazoppa a Finale Ligure.
Un buon ristorante è Invexendu, “Confusione” in finalese (piazza Tribunale 1, tel. 019 6904759). I piatti sono quelli tipici della cucina ligure: buridda, minestrone di verdura, xemin, trofie, ravioli di borragine e grigliate di pesce e carne. Vi consigliamo di cominciare dallo squisito Antipasto Invexendu accompagnato dal vino locale.
Segnaliamo anche l’Azienda agrituristica I Lamoi (frazione Monticello 2, tel. 019 2041386, 690327 cell. 328 3780206) che vende direttamente i propri prodotti biologici, olio, olive, frutta e verdura di stagione, e dispone di camere per chi vuole soggiornare con la formula di B&B (www.ilamoi.it).
Da visitare il Museo Archeologico che conserva reperti del Finalese dal paleolitico al medioevo, i chiostri diSanta Caterina, la collegiata di San Biagio e il Palazzo del Governatore.
Lungo la Strada Regina che parte da Finalborgo, si trovano Castel San Giovanni, d’impianto medievale, e Castel Gavone, edificio militare dall’architettura in stile lombardo, di fresco restauro.
Arrampicare, che passione!
Proseguendo in direzione di Calice Ligure (SP 17), trovate l’indicazione per Perti monumentale: da vedere la chiesa di Sant’Eusebio, fondata intorno al X-XI secolo, e la cinquecentesca Nostra Signora di Loreto, dai cinque campanili.
Chi ama gli sport outdoor, conosce senza dubbio la Rocca di Perti, famosa in tutta Europa tra gli arrampicatori: molto estesa come area, offre vari tipi di arrampicata, ha una spettacolare vista mare e un clima favorevole tutto l’anno.
Calice, fucina d’arte
Una fattoria eolica e l’installazione di alcuni pannelli fotovoltaici ha permesso al comune di Calice Ligure di ottenere la certificazione ambientale ISO 14001-2004.
Da visitare la Casa del Console dove si trovano opere di arte contemporanea del gruppo di artisti che fecero di Calice, negli anni ‘60, ‘70 e ’80, una fucina d’arte e un polo di rilevanza internazionale (visite su appuntamento, tel. 019 65433, cultura-sport@comune.calice-ligure.sv.it).
Capostipite fu il pittore-scultore Emilio Scanavino che tornò a Calice, di cui era originario, nel 1964, attirando artisti, galleristi e critici d’arte e formando una colonia che si legò al gruppo omologo di Albisola.
Opere d’arte di quell’epoca le trovate esposte anche Da Viola Trattoria Piemontese (piazza Massa 4, tel. 019 65463): esistente dal 1870, propone piatti liguri e piemontesi. Per superare l’imbarazzo della scelta, provate il menù degustazione con ricco antipasto.
Nel 2010 la Galleria Punto Due di arte contemporanea, gestita da Daniele Decia (piazza IV Novembre 7, cell. 346 6292285), ha iniziato la sua attività con una collettiva di artisti dedicata a quei favolosi anni calicesi, per continuare la sua attività espositiva e, anche, solidale.
Recente, infatti, l’asta di beneficienza dove sono state battute le 16 sedie realizzate da altrettanti artisti durante l’edizione 2011 del festival di Bardineto Balla Coi Cinghiali, nell’Area Ecosostenibilità, per un progetto solidale a favore dell’Associazione Find the Cure, col fine di comprare le sedie e i tavoli del nuovo orfanotrofio in India.
Dulcis in fundo, il gelato, che richiama da lontano intenditori e golosi, lo trovate da Pastorino (via Vittorio Veneto 31, tel. 019 65472): materie prime di ottima qualità e pozzetti dove sono conservate le squisite creme!
Quest’anno ha ricevuto il Premio Golosario 2012 assegnato alle cinque gelaterie migliori d’Italia nell’ambito della rassegna enogastronomica Golosaria 2012, organizzata a Milano dal giornalista Paolo Massobrio. La gelateria è aperta dalle 16 e nei mesi invernali è chiusa (www.gelateriapastorino.it).
Pro Molte iniziative a Finalborgo: tra queste, ogni primo fine settimana del mese, il Mercatino delle vecchie cose e degli antichi mestieri.
Contro D’inverno alcune attività commerciali sono chiuse per ferie oppure rimangono aperte solo il weekend.
Plus Nel posteggio appena fuori le mura vicino a Porta Testa, c’è un servizio di Bike Sharing per incrementare l’utilizzo dello spostamento in bici.
http://www.360cities.net/image/finalborgo-porta-testa-liguria-italy#661.73,16.52,70.0

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