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Viaggi nel mondo da fare a cavallo, a piedi, in bici, in canoa. Con foto, mappe, informazioni e suggerimenti.

Friuli Venezia Giulia

Sauris – Friuli Venezia Giulia

La pace della neve, il profumo del legno

sauris

Foto di Chiara Meriani

Sauris sa di pace. Lo si prova sulla propria pelle, respirando l’aria pura di montagna, guardando il verde dei boschi o il bianco della neve che, nelle stagioni, si alternano sulle montagne.

Lo racconta anche una leggenda, la storia secondo cui a fondare Sauris furono -nella seconda metà del 1200- Lorenzo e Osvaldo, due soldati tedeschi che stanchi della guerra decisero di cambiar vita e paese, per scegliere un’oasi di pace.

E quest’oasi la trovarono inerpicata sui monti sopra la Val di Lumiei: come nella più classica delle fiabe, la meta faticosamente raggiunta regalava uno spettacolo degno della fatica. La chiamarono, in dialetto tedesco “Zahre” – oggi, Sauris.

Situato in provincia di Udine tra i 1000 e 1400 m di altitudine, Sauris è il paese più alto della Carnia (e il più piccolo comune del Friuli Venezia Giulia): caratteristica che per secoli lo ha mantenuto isolato dalle altre comunità, favorendo una cultura originale ancora oggi viva e condivisa.

Per secoli l’unica via di accesso era la mulattiera del monte Pura che lo collegava al paese più vicino, Ampezzo: solo nel 1934 fu completato il ponte sul fiume Lumiei, alto ben 105 metri, che permise la realizzazione di una strada. Nel 1948 fu invece completata la diga, che diede vita al lago Lumiei: le case della località La Maina, che si trovavano nel fondovalle riempito dal bacino artificiale, furono ricostruite più a monte. Quando scende il livello dell’acqua, si possono ancora scorgere dei ruderi affiorare.

Oggi Sauris, annoverata tra le Alpine Pearls, è comodamente raggiungibile in macchina, ma la strada regala ancora insolite emozioni: i tornanti si rincorrono abbracciando la montagna e regalando scorci bellissimi a ogni curva. La sicurezza del gard-rail e l’illuminazione non tolgono fascino alle gallerie scavate nella roccia, attraverso le quali si penetra nel cuore della montagna.

Ancora una serie di rotondi tornanti e si raggiunge Sauris di Sopra: circondate da una spettacolare corona di montagne, immerse in un’aria frizzante, le sue splendide case in legno e pietra si affacciano su strette viuzze lastricate, mostrando al cielo i propri tetti ricoperti dalle “scandole”, caratteristiche tavolette di larice.

Affacciandosi a ballatoi e terrazze, costruite secondo la tecnica del blockbau (tronchi incastrati negli angoli), si gode di una vista spettacolare sulle cime dei monti e sull’intera vallata: non poteva esserci luogo migliore per custodire intatti i segreti di una cultura rimasta isolata per così lungo tempo. È qui, infatti, che sono stati realizzati il Museo Etnografico e Storiografico di Sauris.

Ma le tradizioni continuano a vivere anche nelle usanze e nelle feste religiose che ruotano attorno alla Chiesa di San Osvaldo, meta di pellegrinaggio dal tempo della Repubblica Veneta fino all’Ottocento.

In ricordo dei primi fondatori e a testimonianza dell’origine germanica di cultura e popolazione, resta anche il dialetto saurano (der zahrar sproche) simile a quello anticamente parlato nella Baviera del sud. Utilizzata tuttora, insieme all’italiano e al friulano, la lingua non solo sopravvive nell’uso quotidiano di molte famiglie, ma si insegna a scuola: dopo un periodo di abbandono infatti, da oltre dieci anni è materia d’insegnamento nelle scuole materne ed elementari.

Per chi giunge fin qui a cercare pace e natura, il fascino di Sauris sta soprattutto nei tanti sentieri che si inerpicano sui fianchi delle montagne, dove ci si può cimentare in una gita a cavallo o in bicicletta o magari nel nordic walking, la camminata con le racchette di estate e con le ciaspole di inverno, in quota o sulla via delle malghe.

E quando la neve cade, senza di certo lesinare, si offrono agli ospiti piste da fondo e alcune piccole piste da discesa: perfette per insegnare ai bimbi a sciare, senza la seccatura di file interminabili allo skilift o prezzi troppo onerosi. C’è anche la possibilità di iscriversi alla scuola di sci (da fondo o alpino). E mentre i più esperti si dilettano con lo sci-escursionismo, i più pigri possono accomodarsi su una bellissima slitta e farsi trainare dai cavalli!

https://www.sauris.org/

www.turismofvg.it

Giornalista professionista specializzata in viaggi & turismo, BikeBlogger, formatrice in turismo responsabile, autrice di guide per il Touring, insegnante alla Scuola Alberghiera di Trieste. Viaggiatrice (in)dipendente: in- dai soliti cliché; dipendente dai figli, mini-globetrotter che la seguono nei suoi viaggi!

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