Mazara del Vallo, dove danza il mito

Il Satiro Danzante nel museo di Mazara del Vallo © MS
Tutto cominciò nella primavera del 1997, nel cuore profondo del Canale di Sicilia. A bordo del motopeschereccio Ciccio, Francesco Adragna, detto Capitan Ciccio, e il suo equipaggio erano intenti a pescare gambero rosso, il più pregiato della zona. Ma quella notte il mare aveva in serbo un segreto antico di duemila anni.
A cinquecento metri di profondità, una rete a strascico si gonfia in modo insolito. È pesante, difficile da issare. Capitan Ciccio sente che qualcosa non torna: troppo fango, troppo silenzio, e poi… un oggetto metallico, freddo, scolpito. È una gamba. Una gamba di bronzo. Non una qualunque: levigata, possente, con un punto di frattura ancora “fresco”, privo di incrostazioni. Come se si fosse appena separata dal corpo. Il Capitano comprende subito che quello non è un rifiuto del mare, ma un frammento di storia. Seguono la denuncia alla Capitaneria, la segnalazione alla Sovrintendenza, la prudente attesa.
Il tesoro del mare e l’epopea del Capitano

Francesco Ardegna, il Capitan Ciccio che ha recuperato con il suo equipaggio la statua bronzea © MS
Per un anno intero, Ciccio evita quel tratto di mare: troppo delicato, troppo importante. Ma quando ci ritorna la notte tra il 4 e il 5 marzo 1998, accade l’impossibile. La rete torna su, gonfia d’acqua e mistero. Dall’interno emergono, incastonati nel fango, il torso e la testa di una scultura. Occhi vuoti, bianchi, spalancati. E sembrano fissare il Capitano. Implorano salvezza.
Con cura e timore reverenziale, Capitan Ciccio e i suoi uomini issano a bordo quel che resta di un capolavoro: è il Satiro Danzante, statua bronzea di epoca ellenistica, probabilmente opera di Prassitele, maestro dell’arte greca. Alta 2,8 metri, 96 kg di eleganza e tensione plastica. Le braccia mancanti, la gamba destra spezzata, ma il corpo proteso in una danza estatica, rapita. Il bronzo ha uno spessore di appena sei millimetri: fragilissimo e meraviglioso.
La notizia fa il giro del mondo. Il Satiro viene affidato al Centro di Restauro di Roma, dove per quattro anni e mezzo viene studiato, consolidato, rianimato. Il valore stimato? Oltre 5 milioni di euro. Il riconoscimento legale al capitano e all’equipaggio: il 25% della cifra stimata, anche se la vicenda fu macchiata da accuse infondate di traffico illecito. L’impresa ha il sapore agrodolce dell’epopea: una ferita amara, che non cancella però l’orgoglio di aver restituito al mondo una delle statue più straordinarie del Mediterraneo.
Oggi il Satiro Danzante accoglie i visitatori nella chiesa sconsacrata di Sant’Egidio, trasformata nel Museo del Satiro. Il suo corpo, sospeso in un vortice eterno, racconta non solo l’eleganza dell’arte ellenistica, ma anche la tenacia e l’onestà di chi, come Capitan Ciccio, ha saputo leggere un sogno nelle pieghe del mare. Accanto a lui, altri reperti ripescati: una zampa d’elefante in bronzo, anfore, frammenti, misteri sommersi. Tutto narra la grande storia di Mazara del Vallo, città di confine, di culture, di mare e memoria. E ogni volta che il visitatore si trova davanti al Satiro, ha la sensazione che stia per muoversi di nuovo.

Anfore nel Museo del Satiro ripescate anche loro nelle acque del Canale di Sicilia © MS
Un artista, un sogno: il museo delle miniature
Nel centro storico, vicino al museo famoso satiro, il Collegio dei Gesuiti, edificio seicentesco con un elegante chiostro e affiancato dalla chiesa di Sant’Ignazio, custodisce una storia commovente. Qui, Ignazio Auguanno, ex parrucchiere, ha dato vita a un laboratorio unico: un museo di modellini in scala delle chiese di Mazara.
Costruiti con materiali di recupero, ricchi di dettagli, i modellini riproducono con pazienza oltre trenta edifici sacri, testimoniando un passato in cui la città contava 107 chiese. “È come una famiglia, non si divide”, dice Auguanno, che dedica anche due o tre anni di lavoro a ogni miniatura e per questo non ha mai pensato di venderli. Il Museo delle Miniature è un viaggio emozionale nella memoria urbana. Nello stesso edificio si trova anche il Museo Civico, con reperti archeologici dall’Eneolitico al periodo bizantino e una sezione dedicata al celebre scultore mazarese Pietro Consagra.

Ignazio Auguanno davanti a un suo modellino © MS
La Kasbah: il cuore arabo della Sicilia
Ma un’altra cosa è chiara: a Mazara del Vallo c’è l’incontro tra mondi. Camminando nella Kasbah, il quartiere arabo perfettamente conservato, si viene risucchiati in un labirinto di vicoli stretti, ceramiche colorate, profumi di spezie, e lingue che si mescolano come i colori di un mosaico. Fu fondata nel 827 d.C. durante la conquista araba della Sicilia, mentre Mazara fu trasformata in un porto strategico e cosmopolita. La Kasbah fu centro del dominio islamico fino al 1072, quando Ruggero I la riconquistò. Dopo secoli di oblio, fu ripopolata da famiglie tunisine negli anni ’70. Oggi, è tornata a vivere grazie a progetti comunitari, murales, maioliche e street art.
Ora, il richiamo del muezzin si intreccia con il suono delle campane: una melodia che racconta convivenza vera. Una visita guidata è consigliata per orientarsi in questo dedalo di cultura viva e stratificata.
Spiagge
Mazara non è solo arte e cultura. Le sue spiagge sono tra le più amate della provincia di Trapani: sabbiose, ampie e ideali per famiglie e amanti del kitesurf.
La Spiaggia di Tonnarella, lunga circa 8 km lungo il lungomare Fata Morgana, è la spiaggia più iconica di Mazara del Vallo. Sabbia bianca finissima, fondali bassi e mare limpido la rendono ideale per famiglie e sport acquatici come kitesurf e surf. Dispone sia di zone libere sia di lidi attrezzati con tutti i comfort.
La Spiaggia di Capo Feto, a circa 5 km dal centro, selvaggia e incontaminata è inserita in una riserva naturale protetta. Sabbia dorata, dune ricoperte da macchia mediterranea e mare turchese. Preferita da chi cerca tranquillità o pratica naturismo e sport del vento.
La Spiaggia di La Quarara a sud del litorale mazarese, è caratterizzata da costa rocciosa e fondali profondi. Scelta da appassionati di snorkeling e immersioni, è poco affollata e perfetta per chi desidera un contatto autentico con la natura.
Cala dei Turchi nella zona di Granitola – Campobello di Mazara, è una cala di tufo con sabbia mista a roccia, acqua cristallina e paesaggi suggestivi. Ottima per snorkeling, immersioni e pesca subacquea grazie alla ricca biodiversità.
La Spiaggia di San Vito, seppur parte del lungo arenile cittadino, la parte sud vicino al porticciolo offre un ambiente più raccolto e tranquillo, con acque limpide e sabbia dorata.
Sapori che raccontano l’anima
Mazara del Vallo è uno dei porti pescherecci più importanti d’Europa, e la sua cucina è un ponte tra Sicilia e Nord Africa. Qui si gusta un cous cous di pesce preparato a mano, profumato di cannella e zafferano, insieme a piatti tipici come la pasta con le sarde, le busiate alla trapanese, i gamberoni crudi al limone, i cannoli di ricotta fresca e la Vastedda del Belice, formaggio di pecora rilavorato a pasta molle.
I vini? I migliori della DOC Sicilia, tra cui spiccano il Grillo, fresco e floreale, l’Inzolia, il Catarratto e lo Zibibbo, aromatico e perfetto anche in versione dolce.
Natura e sostenibilità: oasi d’acqua e silenzio
Mazara è tra i comuni più attenti alla sostenibilità ambientale, e ospita due preziose riserve naturali WWF:
- Lago Preola e Gorghi Tondi: riserva naturale integrale è habitat di uccelli migratori, orchidee selvatiche, anemoni e tartarughe palustri.
- Capo Feto: già menzionata, è un ecosistema fragile tra dune dorate, macchia mediterranea e mare aperto. Qui, la biodiversità è sovrana e la natura si offre in tutto il suo splendore.
Quando andare a Mazara del Vallo
Con un clima mite tutto l’anno, Mazara è una meta perfetta anche fuori stagione. Ma è in primavera e a settembre che mostra il suo volto più autentico: meno turisti, prezzi più accessibili e quella luce dorata che accende ogni pietra antica.
In estate, la città si anima, qui tutto gli eventi, tra questi la Festa di San Vito (17–24 agosto) con processioni sul mare e fuochi d’artificio.
westofsicily.com/it/eventi/mazara-del-vallo/estate-mazarese-2025
Cous Cous Fest (San Vito Lo Capo, 19–28 settembre): a una novantina di Km da Mazara vale assolutamente il viaggio questa dieci giorni di sapori e culture in festa. Dal 1998 il Cous Cous Fest accende San Vito Lo Capo con i sapori, i profumi e i colori del Mediterraneo. Festival gastronomico di rilievo internazionale, è molto più di un evento: è un inno all’integrazione culturale, alla diversità e alla condivisione. Protagonista indiscusso? Il cous cous, piatto simbolo di unione tra i popoli, riconosciuto nel 2019 dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, per il suo valore culturale e la sua capacità di connettere tradizioni lontane. E celebra al tempo stesso le meraviglie naturali di San Vito Lo Capo, mare pulito e trasparente e spiagge dorate. Sin dal debutto, oltre 20 nazioni hanno portato qui i propri chef più talentuosi per sfidarsi con creatività e passione, proponendo centinaia di ricette originali sotto il segno della convivialità.
Scopri di più su visitsicily.info/mazara-del-vallo

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